Sant’Omero dichiara il dissesto la Corte dei conti cerca i colpevoli

Patto di stabilità sforato per un milione di euro, più un altro milione di debiti tra parcelle ed espropri Accuse alle passate giunte, ma ora pagano i cittadini: l’Imu schizza al 10,6 per mille e la Tasi al 2,5
SANT’OMERO. «Oggi Sant’Omero scrive una delle pagine più nere della sua storia». Esordio più amaro per il giovane sindaco Andrea Luzii, non c’è. Il trentenne avvocato ha dovuto prendere atto del buco dell’ente e, alla fine, è stato costretto a deliberare a maggioranza (contraria l’opposizione con un’astensione) il dissesto, che addebita a chi lo ha preceduto.
Il Comune di Sant’Omero è in default ed i prossimi saranno tempi duri per la città ed i suoi 5.400 abitanti. Hai voglia a spostare le biglie del pallottoliere; comunque provasse a metterle, al sindaco il bilancio dava sempre negativo. E per ora saranno chiamati i cittadini a riparare le falle di una contabilità disastrata su cui dovrà fare luce, giudiziariamente, la Corte dei Conti e, amministrativamente, la terna ministeriale che dovrà gestire la massa passiva.
I numeri della sofferenza finanziaria sono netti. Il Patto di stabilità è stato sforato per quasi un milione di euro che i cittadini dovranno ripianare. Significa che il fondo di solidarietà è praticamente azzerato. A questi, si aggiungono debiti da riconoscere per oltre un milione e 200mila euro fra parcelle, espropri da pagare ed altro. Quella recitata lunedì sera in consiglio comunale è stata una triste litania in cui, prima di Luzii, l’assessore al bilancio, Emidio Campitelli e dopo di lui il collega Adriano Di Battista, hanno fatto le pulci ad una gestione finanziaria pregressa che ha determinato l’impossibilità di raggiungere il pareggio.
Le relazioni dei revisori e dell’esperto universitario chiamato a tentare di salvare il bilancio 2014 sono state impietose ed allungano l’ombra del sospetto che la scorretta gestione contabile abbia origine dal 2007. Insomma, errori grossolani e violazioni dei principi contabili che avrebbero portato a bilanci a dir poco inesatti, fino a confondere la “cassa” con la “competenza”. Sarà la magistratura contabile a stabilire su chi dovranno ricadere le responsabilità- se venissero ravvisate - fra politici, revisori e funzionari dell’altro ieri e di ieri, se il Patto di stabilità sia stato artificiosamente sforato. Lo dice la relazione di cui Andrea Luzii ha dato lettura. Le tasse saliranno al massimo: l’Imu arriva al 10,6 per mille e la Tasi al 2,5.
Di diverso avviso, rispetto alla maggioranza, Alessandra Candelori (opposizione) la quale sostiene che l’amministrazione Pompizi ha agito sempre su parere contabile favorevole. Poi sostiene che si poteva spalmare il debito in più anni e che è mancata la volontà del nuovo governo locale di trovare una soluzione. Bugie, secondo la maggioranza che sventola le carte del “fallimento”.
Alex De Palo
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