Sant’Omero non chiuderà anche con l’ospedale unico

25 Luglio 2015

Il piano di ristrutturazione prevede di mantenere il presidio più nuovo Il sindaco Luzii avverte: «Lotteremo». Veti anche da Atri: «Ridateci l’autonomia»

TERAMO. L’ospedale unico, a ben guardare, non sarà unico. Con il passare delle ore emergono dettagli sul progetto di dismissione dei vecchi ospedali per crearne uno nuovo in posizione baricentrica rispetto alla provincia. E in realtà il piano di chiusura – e relativa riconversione – dei vecchi ospedali riguarda solo Teramo, Giulianova ed Atri. L’ospedale di Sant’Omero, più nuovo e a norma, rimarrebbe tale.

Le enormi spese per la messa a norma delle strutture, infatti, riguardano i tre presidi datati. Basta pensare all’aria condizionata, presente praticamente in quasi tutto il “Val Vibrata” e drammaticamente assente – tranne qualche eccezione di reparti da poco ristrutturati – negli altri tre ospedali. In ogni caso il sindaco di Sant’Omero mette le mani avanti. «Non condivido assolutamente le affermazioni del sindaco Maurizio Brucchi, una cosa è dire che l’ospedale di Teramo ha evidenti criticità strutturali, altra cosa è affermare che tutti gli ospedali non sono a norma, così da poter sostenere il progetto dell’ospedale unico», afferma il sindaco Andrea Luzii, «L’ospedale di Sant’Omero non è affatto assimilabile all’ospedale di Teramo, né tantomeno a quello di Giulianova, il presidio santomerese infatti è relativamente recente, strutturalmente a norma, tecnologicamente avanzato e si rivolge a un territorio di frontiera come baluardo contro la mobilità passiva nei confronti della regione Marche. Si tratta in sostanza di un autentico gioiello nel panorama della sanità abruzzese. Ricordo che negli ultimi anni sono stati fatti molti investimenti, da ultimo l’allestimento e l’apertura delle nuove sale parto, reparto nel quale l’ospedale di Sant’Omero rappresenta un’eccellenza a livello regionale e supera per nascite anche l’ospedale di Teramo». Per cui Luzii bolla la proposta come «non condivisibile per come formulata, è inutile dire che ci opporremo, in ogni sede opportuna».

L’idea dell’ospedale unico – a favore si sono schierati anche il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, il capogruppo Pd in Regione Sandro Mariani e il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro – vede contrario anche l’ex sindaco di Atri Mario Marchese del comitato per la difesa dell’ospedale di Atri. «Ma lo sa Brucchi come si fa a gestire un ospedale con quattromila dipendenti e oltre 1.500 posti letto?», chiede. E poi: «perché non ridate le autonomie gestionali a vari presidi? Almeno a quelli che lo richiedono o vorrebbero richiederlo? Ovviamente su di un bilancio storico di riferimento di 5 anni addietro, almeno. E poi ci penseremo noi di Atri a far funzionare al meglio il nostro presidio e lasceremmo agli altri la loro storica vocazione a distruggere eccellenze, capacità professionali, volontà a migliorare la propria realtà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA