Santa Petronilla, nuova raccolta di firme

Roseto, parte la petizione bis del quartiere senza marciapiedi assediato dal traffico pesante
ROSETO. «Uscire di casa nel nostro quartiere è diventata una roulette russa». Non esagera Alessandro Beni, uno dei promotori della seconda raccolta di firme per liberare dal traffico Santa Petronilla, zona residenziale all’estrema periferia sud di Roseto. Per spostarsi all’interno del popoloso rione, i residenti hanno a disposizione un’unica strada, che però è percorsa anche da automobili e Tir che dalla Ss 150 devono raggiungere la zona industriale di Pineto, o comunque dirigersi a sud.
In pratica, dunque, quello che dovrebbe essere un tranquillo percorso per piccoli spostamenti all’interno del quartiere, in realtà è una sorta di autostrada dove gli automezzi, soprattutto quelli pesanti, sfrecciano a velocità folli. Non a caso il fondo stradale è estremamente logorato dall’elevato volume di traffico, inoltre i rallentatori vengono continuamente spazzati via dai camion che ci passano sopra senza rallentare. «Manca la segnaletica delle carreggiate», lamenta Silvio Di Giovannantonio, un altro residente nella zona, «sulla strada ci sono buche dappertutto e l’asfalto è rovinato in più punti. In tutta la via 14 lampade fulminate. I ragazzi che devono andare a scuola sono costretti ad aspettare il bus a ridosso della strada pertanto devono stare attenti a ogni auto che passa. Inoltre, nonostante la presenza di una scuola e della chiesa mancano completamente i marciapiedi. Quattro anni fa abbiamo raccolto firme per spingere il Comune a trovare una soluzione, ma da allora solo promesse».
Una situazione di pericolo estremo, quindi, che riguarda in particolare i genitori che ogni mattina accompagnano i figli nella scuola elementare e materna della zona. «Informiamo costantemente l’amministrazione comunale circa i nostri disagi attraverso il web», sottolinea Osvaldo Astolfi, un altro dei residenti che stanno organizzando la nuova raccolta di firme, «e abbiamo anche suggerito una soluzione percorribile che, secondo noi, è un autovelox dotato di pannelli solari, quindi a costo zero per il Comune». «Chi ha dei figli piccoli come me», dice ancora Beni, «non può uscire in bicicletta né a piedi a causa della mancanza di marciapiedi, ma il pericolo maggiore è di venire investiti dagli automobilisti che sfrecciano veloci senza controllo, senza considerare quelli che vanno a schiantarsi contro i muri delle case come accaduto proprio di recente». Un’autostrada tra le case, dunque, con i residenti che rischiano la vita ogni giorno. «Per uscire dalla traversa dove c’è la scuola», dice Danilo Mastrilli, uno dei rappresentanti di quartiere, «bisogna affidarsi alla buona sorte perché una curva impedisce la visuale; inoltre le auto di passaggio, che transitano spesso a velocità sostenute, non hanno la possibilità di accorgersi che nei paraggi c’è una scuola il che aumenta ancora di più i rischi». Federico Centola
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