Santoleri, folla di tv per l’avvio del processo

Domani la prima udienza, il giudice respinge la richiesta di porte chiuse della parte civile
TERAMO. Alla vigilia della prima udienza del processo per l’omicidio della pittrice Renata Rapposelli, per cui si annuncia l’arrivo di decine di trasmissioni televisive, la parte civile chiede un procedimento a porte chiuse. Richiesta respinta dal giudice Flavio Conciatori che presiede la corte d’assise. A presentarla l’avvocato Annamaria Augello che rappresenta la figlia della vittima. Si tratta della sorella e figlia dei due imputati Giuseppe e Simone Santoleri, padre e figlio, che ormai da anni non ha più rapporti con i familiari.
Nel processo che si apre domani i numeri sono quelli che spuntano dalle liste testi depositate da Procura e difese: complessivamente 100 di cui 59 del pm Enrica Medori.
Giuseppe e Simone Santoleri da maggio sono in carcere per omicidio volontario aggravato con il padre che accusa l’altro di aver ucciso la donna e di averlo costretto a tacere. Il primo è assistito dall’avvocato Alessandro Angelozzi del foro di Ascoli, mentre Simone dagli avvocati Gianluca Carradori e Gianluca Reitano. Nel voluminoso fascicolo messo insieme dal pm hanno assunto una rilevanza particolare le intercettazioni ambientali catturate in carcere non solo tra Simone e altri detenuti in cui l’uomo avrebbe lasciato intendere un suo coinvolgimento, ma anche quelle tra Giuseppe e altri reclusi. Simone, e fino a qualche mese fa anche Giuseppe, ha sempre respinto ogni accusa sostenendo che quel 9 ottobre del 2017 ha incontrato la mamma a Giulianova ma poi il padre l’ha accompagnata a Loreto e qui lasciata.
Di diverso avviso inquirenti e investigatori: la donna, secondo l’accusa, sarebbe stata uccisa nel primo pomeriggio dopo essere arrivata a Giulianova per vedere ex marito e figlio, strangolata al termine di una lite, con il corpo caricato in auto e scaricato sulle rive del Chienti, a Tolentino.(d.p.)
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