Santoleri, via al processo ma Simone non ci sarà

Oggi prima udienza per padre e figlio accusati di aver ucciso ex moglie e madre Il giovane (detenuto a Lanciano) ha comunicato che non sarà presente in aula
TERAMO. Poche righe inviate in tribunale per rinunciare alla sua presenza in aula e alla traduzione dal carcere di Lanciano dove è detenuto. Simone Santoleri oggi non sarà all’apertura del processo in cui, insieme al padre Giuseppe, è accusato di aver ucciso la mamma Renata Rapposelli.
Davanti alla corte d’assise presieduta da Flavio Conciatori (a latere Lorenzo Prudenzano e i giudici popolari) ci sarà solo il papà, rinchiuso nel carcere teramano di Castrogno, che qualche mese fa ha accusato il figlio di aver soffocato la mamma e poi di averlo costretto a tacere. Per entrambi l’accusa è quella di omicidio volontario aggravato.
Complessivamente saranno 100 i testi chiamati in aula di cui 59 quelli del pm Erica Medori che in una complessa ed articolata indagine ha puntellato l’accusa. Va detto che nel voluminoso fascicolo messo insieme dal pm hanno assunto una rilevanza particolare le intercettazioni ambientali catturate in carcere non solo tra Simone e altri detenuti in cui l’uomo avrebbe lasciato intendere un suo coinvolgimento, ma anche quelle tra Giuseppe e altri reclusi. Simone, e fino a qualche mese fa anche Giuseppe, ha sempre respinto ogni accusa sostenendo che quel 9 ottobre del 2017 ha incontrato la mamma a Giulianova ma poi il padre ha accompagnato l’ex moglie a Loreto e qui lasciata. Di diverso avviso inquirenti e investigatori di due Procure: quella di Ancona prima e quella di Teramo dopo il passaggio per competenza territoriale. La donna, secondo l’accusa, sarebbe stata uccisa nel primo pomeriggio dopo essere arrivata a Giulianova per vedere ex marito e figlio, soffocata al termine di una lite per questioni economiche, con il corpo nascosto in auto e scaricato sulle rive del Chienti, a Tolentino. «In particolare, dopo un violento litigio dovuto a questioni di natura economica avvenuto presso l'abitazione di residenza dei correi», si legge nel capo di imputazione, «Simone Santoleri inveiva urlando contro la madre... e la afferrava al collo stringendo con violenza, contestualmente tappandole la bocca impedendole di respirare e trascinando così la povera donna sul divano della zona giorno, ove continuava l'azione di strangolamento e di asfissia». Giuseppe è difeso dall’avvocato Alessandro Angelozzi, Simone dagli avvocati Gianluca Carradori e Gianluca Reitano.
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