Sanzioni alle attività, il Comune: «Servono chiarezza e uniformità»

17 Maggio 2021

L’assessore Filipponi dopo la chiusura del ristorante Capolinea: «Chiederemo alla prefettura di definire meglio spazi chiusi e aperti, molti esercenti ancora non sanno se possono operare o no»

TERAMO. La chiusura per cinque giorni inflitta al ristorante Capolinea per la violazione delle norme anti-Covid ha scatenato vivaci reazioni in città. Un po’ per la stima di cui godono la titolare Filomena Quaranta e il suo staff, un po’ per la motivazione della sanzione: nella veranda del locale, che dà sui binari della ferrovia, quando è arrivata l’ispezione della guardia di finanza le vetrate scorrevoli (che da decreto dovrebbero restare aperte) erano state parzialmente chiuse a causa della pioggia, per tenere al riparo gli avventori. Applicare alla lettera la norma per infliggere non una semplice multa, ma anche la chiusura, è sembrato troppo un po’ a tutti. Compresi gli amministratori comunali, che annunciano azioni di sensibilizzazione nei confronti delle autorità di pubblica sicurezza.
L’assessore al commercio Antonio Filipponi dichiara: «Quella struttura del Capolinea secondo noi si può definire all’aperto perché aperta su tre lati, molte prefetture d’Italia hanno adottato questo criterio. Peraltro, è registrata come dehors. Purtroppo la guardia di finanza ha ritenuto di sanzionare il locale, che finora non aveva mai avuto alcun episodio di violazione delle norme, e adesso la paura della titolare, che ho incontrato, è di non poter riaprire. Per questo domani (oggi, ndr) cercheremo di confrontarci sia con la guardia di finanza, per capire come ritengono quello spazio, sia con la prefettura».
Con il prefetto, a dire il vero, il Comune aveva avuto un confronto già giorni fa. «Avevamo chiesto», continua Filipponi, «che ci fosse uniformità di applicazione delle norme, perché ci sono stati problemi d’interpretazione. Molti esercenti ci hanno chiamato per capire se potevano utilizzare o no determinati spazi, dunque vanno definiti in modo più chiaro spazi aperti e spazi chiusi. Ora torneremo a chiedere chiarezza e uniformità».
Allargando il discorso al delicato rapporto tra rispetto delle norme e ripartenza delle attività, Filipponi dice: «Noi abbiamo avuto i nostri vigili urbani fortemente impegnati sul Covid nel periodo più duro della pandemia e anche in quella fase chiudevamo un locale alla terza sanzione. Ora la situazione è nettamente migliorata, si va verso le riaperture e ci si attende magari una certa elasticità. Sicuramente la soluzione scelta dalla Finanza per il Capolinea ci appare severa, tuttavia ora bisogna andare al di là del caso singolo».
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