Saranno abbattute e ricostruite quattro palazzine Ater lesionate

20 Luglio 2021

I tecnici dell’ente hanno giudicato insufficiente la ristrutturazione. La presidente Ceci: «Decisione dettata da buon senso e responsabilità». È elevato il rischio che le case vicine subiscano la stessa sorte

TERAMO. Saranno abbattute e ricostruite quattro palazzine Ater di via Giovanni XXXIII sgomberate dopo il sisma del 2016. Un intervento drastico dettato «dal buon senso, da ragioni di sicurezza, dal dovere di responsabilità verso chi ci viveva e dovrà tornarci a vivere: una scelta tecnica che guarda al lungo termine», spiega la presidente Ater Maria Ceci. I quattro edifici di Colleatterrato ospitavano 48 famiglie che pochi giorni fa sono state informate dai vertici dell'azienda territoriale di edilizia residenziale delle decisioni prese: i rilievi e gli approfondimenti tecnici svolti hanno portato ad optare per l'abbattimento. Un intervento di ristrutturazione avrebbe avuto costi pressoché simili senza tuttavia restituire, a opera conclusa, un adeguamento eccellente sul fronte della sicurezza sismica.
«Non è una decisione presa a cuor leggero, ma necessaria: per l'Ater significa anche un maggiore impegno perché oltre a un piano di demolizione ci sarà anche quello di ricostruzione. Un lavoro importante sotto ogni aspetto e di certo impatto: proprio per questo appena abbiamo ritenuto che fosse l'abbattimento la migliore soluzione, abbiamo voluto darne tempestiva comunicazione alle famiglie», spiega la presidente. Ma è elevata la possibilità che anche le altre quattro palazzine Ater vicine subiscano la stessa sorte: su due i rilievi tecnici hanno fatto emergere criticità tali da far optare per l'abbattimento. Le altre due, essendo figlie dello stesso periodo storico (anni '80) e dello stesso progetto, potrebbero seguirle a ruota.
L'attività che ora si dovrà mettere in campo per la ricostruzione sarà complessa. Ieri è iniziato lo sfalcio dell'erba dinanzi alle palazzine da abbattere per agevolare l'accesso agli inquilini che a breve dovranno svolgere un sopralluogo per coordinare lo sgombero degli appartamenti. In molti, infatti, sono ancora presenti mobili e suppellettili: va tolto tutto. Ciò che si dovrà buttare verrà affidato alla Team, ciò che dovrà essere conservato sarà dirottato verso dei depositi. Le attività di sopralluogo si dovranno pianificare, per ragioni di sicurezza, con la Protezione civile. L'Ater si sta già muovendo per organizzare tutti questi passaggi propedeutici all'avvio dei cantieri. «Continuiamo, pur nell'esiguità di risorse umane a disposizione, a lavorare per la ricostruzione garantendo a tutti i nostri inquilini appartamenti sicuri, a norma e anche belli: l'abbattimento, dove necessario, sarà fatto. Questo a Colleatterrato è il primo in città; altri sono stati decisi a Valle Castellana e Cortino», conclude la presidente Ceci.
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