Saranno due gli asili nido dati in gestione

Uno dovrebbe essere il Peter Pan, l’altro è da decidere. Romanelli: la direzione sarà sempre comunale
TERAMO. Non più uno ma diventeranno due gli asili nido che verranno esternalizzati dal Comune e dati in gestione alle cooperative, sempre controllate dall’ente, per mezzo di un bando pubblico. In questi giorni gli uffici tecnici si stanno occupando di condurre alcune analisi su tutte le strutture comunali, ma è probabile che uno dei due nidi in questione sia proprio “Peter Pan”.
L’asilo al momento non dispone di una sede propria e ha due sezioni ospitate una in via Diaz e l’altra a Piano Solare. «C’è una buona probabilità, ma non è sicuro», dice l’assessore comunale all’istruzione Piero Romanelli. «La mia speranza è che l’asilo “Peter Pan” possa riaprire ed essere autonomo. Vorremmo ripartire con le iscrizioni tra aprile e maggio e dare certezza alle famiglie. Stiamo cercando un sistema che ci permetta di mandare avanti il servizio e mantenere le rette basse, senza incidere sulla qualità. Abbiamo già avuto un’esperienza positiva con il Micronido in questo senso. L’idea è questa, come del resto è stato sperimentato in altre Regioni. Il Comune mette a disposizione i locali, si occupa delle manutenzioni straordinarie e ordinarie e paga le bollette, mentre le cooperative si autofinanziano con le rette».
L’annuncio delle due strutture prescelte dovrebbe arrivare a breve, all’incirca una decina di giorni, appena gli uffici avranno ultimato uno studio di ricognizione sulla frequenza all’interno degli asili nido, ma anche sul personale. «Stiamo conducendo un’analisi dei vari nidi per capire quali educatrici andranno in pensione», ha continuato Romanelli, «in questi giorni stiamo facendo delle proiezioni sugli anni futuri, perché vogliamo dare continuità al servizio».
Oltre alla ricerca di stabili adatti di proprietà del Comune, buona parte del problema, però, sembra risiedere proprio nella difficoltà per l’ente di assumere nuove educatrici a fronte della normativa vigente e dell’alto costo del personale. Per questo si punta al sistema “misto”, come spiegato dall’assessore, un sistema che prevede «di utilizzare le strutture comunali con una direzione sempre del Comune e investire poi sulle cooperative, che mettono a disposizione educatrici e bidelle».
Chiara Di Giovannantonio
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