«Sarebbe incivile ritirare il contributo al Mas»

GIULIANOVA. «Ma è civile un’amministrazione che fa chiudere un museo?». Così polemizza il Cittadino governante all’indomani della proposta del gruppo consiliare Civicamente, composto da Luigi Ragni e...
GIULIANOVA. «Ma è civile un’amministrazione che fa chiudere un museo?». Così polemizza il Cittadino governante all’indomani della proposta del gruppo consiliare Civicamente, composto da Luigi Ragni e Marcello Mellozzi, di cancellare alcune partecipazioni finanziarie del Comune, come quella all’Ente porto, all’istituto musicale Braga e al Museo d’arte dello Splendore. «Il consigliere Mellozzi», sostiene l’associazione rappresentata da Franco Arboretti, «è stato l’assessore al bilancio negli anni in cui la prima giunta Mastromauro fece crescere di svariati milioni di euro la spesa corrente». Per colpa di quella gestione, è il parere l’associazione politica, la tassazione cominciò ad aumentare e furono alienate aree pubbliche come la scuola elementare “Acquaviva” che sarebbe stata svenduta facendo perdere all’ente un milione di euro. «I due consiglieri sanno cos’è il Museo d’arte dello Splendore?», prosegue la nota, «Sanno che la qualità della vita di una città dipende anche dall’offerta culturale che viene fatta ai cittadini? Sanno che il Comune non ha mai pagato puntualmente quello che spettava al Mas, tanto che lo scorso anno si è interrotta persino la decennale attività di educazione artistica svolta nei laboratori per le scuole di Giulianova e di tutta la Provincia di Teramo che ogni anno hanno coinvolto più di 2000 alunni?». Insomma, visti anche i tagli annunciati dalla Regione alla Piccola Opera Charitas (di cui il museo è parte integrante), il Mas rischierebbe, senza nemmeno il contributo comunale di 20mila euro annui di chiudere battenti. «Non provano un po’ di vergogna», incalza l’associazione, «a riempirsi sempre la bocca del nome di padre Serafino e poi decretare con tanta disinvoltura e superficialità la fine di una struttura culturale da lui voluta e vanto di tutta la città?». Per risolvere la situazione, l’associazione propone un’alterativa: diminuire il contributo (quasi 2milioni di euro) che il Comune da all’Ambito sociale Tordino. «Il consigliere Mellozzi», conclude la nota, «che lavora proprio per l’Ambito, prima, come presidente della Commissione bilancio, orienta le scelte di bilancio che stanzia le poste per l’Ambito stesso e poi decide come spendere quelle risorse lavorando per il consorzio senza che il Comune metta becco. Sappiamo, infine, che Mellozzi è stato uno dei principali fautori della non necessaria vendita di Julia Servizi, decretando la scomparsa di utili annui per almeno 300-400mila euro». (m.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

