Sarà Draghi a decidere sulla cessione della Selta

Il Governo potrebbe attivare il diritto di veto sulla vendita dell’azienda fallita che ha uno stabilimento a Tortoreto. I sindacati: «La Regione batta un colpo»
TORTORETO. Dal 28 aprile la pratica della vendita della Selta, la grande azienda delle telecomunicazioni fallita con sede a Piacenza e uno degli stabilimenti principali a Tortoreto, si trova sul tavolo del presidente del consiglio Mario Draghi. Il Governo deve decidere se dare il via libera all’aggiudicazione definitiva alla Digital Platform, società controllata da un fondo lussemburghese che ha vinto la gara di acquisizione, oppure bloccarla attivando entro metà giugno il Golden power, cioè il diritto di veto sulle sorti delle aziende strategiche che hanno a che fare con la sicurezza nazionale. Questo è quanto emerso ieri pomeriggio nella riunione del tavolo ministeriale sulla Selta, tenuto alla presenza dei commissari, delle parti sociali e della viceministra dello Sviluppo economico Alessandra Todde.
«Questo incontro si sarebbe dovuto tenere prima, come richiesto, perché ormai i giochi sono fatti», spiega la segretaria provinciale della Fiom Cgil Natascia Innamorati dopo l’incontro, continuando: «Se il Governo dovesse dare il via libera alla Digital Platform, non avremmo certezze sulla tenuta futura dell’occupazione, al contrario si rischierebbe lo smembramento dell’azienda. Chiediamo che il tavolo del Mise resti attivo in ogni caso per monitorare la situazione e ci aspettiamo una attenzione reale da parte della Regione». Aggiunge il segretario della della Fim Cisl Teramo Marco Boccanera: «Siamo preoccupati per l’affidabilità del piano industriale della Digital Platform, che non conosciamo, e sul fatto che l’azienda sia vincolata a mantenere i posti di lavoro solo per due anni. Abbiamo anche segnalato l’anomalia della Regione che ha già presentato la società vincitrice della gara e chiesto rilievi approfonditi sull’azienda che acquisirà la Selta, perché il rischio è alto».
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