Savini: dopo la fusione Bcc ancora più solida

30 Marzo 2017

L’istituto di Castiglione e Pianella sottolinea: «Le sofferenze di Teramo non ci hanno indebolito, anzi gli indici sono addirittura migliorati»

«C'erano i numeri per questo intervento e a distanza di oltre otto mesi gli indici della nuova realtà sono addirittura migliorati». Con queste parole il presidente della Bcc di Castiglione Messer Raimondo e Pianella, Alfredo Savini, commenta i dati della fusione per acquisizione della ex Bcc di Teramo, approvata dai soci di entrambe le realtà nel giugno del 2016: operazione che ha dato vita a un'unica banca cooperativa con più di 35mila clienti e 145 dipendenti.

Savini e il direttore generale della Bcc Simone Di Giampaolo hanno ritenuto utile fare il punto della situazione, rilasciando dichiarazioni al Centro, a seguito di un articolo del “Sole 24 Ore” nel quale la scomparsa Bcc di Teramo veniva inserita tra le 114 banche italiane con incagli e sofferenze superiori al capitale. Il dg Di Giampaolo evidenzia che la Bcc di Castiglione aveva i numeri per intervenire e i dati attuali lo dimostrano. «Nonostante la situazione descritta dal Sole 24 Ore», dice, «la fusione non ha portato alcun indebolimento alla nuova realtà, che anzi registra un positivo miglioramento su più fronti. Il bilancio di esercizio 2016 si chiude con un utile di oltre 2 milioni di euro, al netto dei costi per interventi di sostegno a favore del sistema di 380 mila euro e dopo aver destinato circa 15 milioni a ulteriori accantonamenti, per incremento dei fondi a protezione del rischio di credito. Ne deriva che è migliorato l'indice di copertura delle sofferenze (58% contro il 52% ante fusione); le inadempienze probabili, che erano coperte al 9%, ora lo sono al 27%; gli scaduti hanno una copertura del 9% rispetto alla precedente del 2%».

La nuova banca gestisce masse amministrate pari a quasi due miliardi di euro e ha un patrimonio di 65 milioni di euro, dei quali oltre 30 milioni di patrimonio libero e un indice di solidità patrimoniale rimasto, dopo la fusione, al 18%, ampiamente al di sopra dei requisiti minimi regolamentari e della media del sistema del credito cooperativo che si attesta al 16%, oltre che della media del sistema bancario. La fusione ha comportato qualche razionalizzazione, come la chiusura pomeridiana della filiale teramana di via Savini compensata però con il potenziamento della sede di viale Crucioli. Una acquisizione che rafforza i numeri della Bcc di Castiglione, con una raccolta diretta superiore a 648 milioni, e impieghi pari a 529 milioni. «L'aggregazione è stata anche la risposta all'evoluzione dei mercati e del sistema bancario - conclude Savini - e ha portato a una migliore efficienza operativa aumentando la dimensione minima necessaria per fare banca. Abbiamo migliorato gli indici di copertura dei crediti anomali, mantenuto un indice di solidità patrimoniale che è più del doppio dei requisiti minimi regolamentari, senza dimenticare i posti di lavoro salvati e la maggiore forza di una banca locale».

Evelina Frisa

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