Sbloccati i fondi per la Cona

In commissione urbanistica del Comune il progetto da un milione di euro per rifare strade e verde
TERAMO. C’è la soluzione per sbloccare i lavori di riqualificazione urbana alla Cona. Dopo oltre vent’anni d’inutile attesa e con una parte dei fondi regionali andati persi, la rimodulazione del cosiddetto “contratto di quartiere” che interessa l’area residenziale a ovest del centro storico arriva alla stretta decisiva.
Il progetto, destinato a riproporre interventi di manutenzione stradale e del verde tra la Cona, Fonte Baiano e Piano Solare, finanziato con poco più di un milione di euro, residuo dello stanziamento di 5 milioni assegnato dalla Regione al Comune nel 2005 e utilizzato solo in parte, è stato esaminato ieri dalla commissione urbanistica. L’organismo presieduto da Francesca Chiara Di Timoteo ha avviato il confronto sulla soluzione progettuale proposta nei mesi scorsi dal comitato di quartiere, rappresentato nella riunione di ieri dal presidente Domenico Bucciarelli. A lui sono stati chiesti primi chiarimenti e indicazioni di dettaglio sulle opere da realizzare. Il confronto però proseguirà lunedì, quando la commissione si riunirà di nuovo per entrare ancora di più nel merito del progetto.
Quest’ultimo approderà in consiglio giovedì prossimo per l’approvazione definitiva a cui seguirà l’avvio della procedura per la realizzazione degli interventi. La rimodulazione del “contratto di quartiere” nasce dalla mancata concretizzazione delle opere d’interesse pubblico finanziate oltre dieci anni fa dalla Regione. Tra queste rientravano la bonifica e la trasformazione in spazio di socializzazione dell’ex fornace Scimitarra, che si trova tra le abitazioni della Cona nei pressi della centrale elettrica, l’allestimento di un percorso pedonale che collegasse le scuole della zona con il vicino terminal dei bus urbani, nonché il completamento del tratto del parco fluviale del Tordino in prossimità del quartiere. Di fatto è stata realizzata solo quest’ultima parte dell’intervento che prevedeva anche il coinvolgimento del consorzio Cci Casa per la costruzione di appartamenti da vendere a prezzi calmierati. Tutte le altre opere pubbliche sono rimaste sulla carta e nell’impossibilità di concretizzarle con il finanziamento residuo è stata prospettata la rimodulazione che andrà in consiglio. Sugli interventi non realizzati, comunque, restano aperti contenziosi sia con i proprietari di terreni espropriati e non pagati che con Cci Casa. (g.d.m.)
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