Scala crollata, chiuse le indagini: «Quella struttura non era sicura»

2 Aprile 2023

Rimasero feriti undici studenti del liceo Saffo in trasferta a Roma per assistere a uno spettacolo La mamma di una ragazza: «Mia figlia operata al Gemelli, fa ancora molta fatica negli spostamenti»

ROSETO. La Procura di Roma chiude l’inchiesta per l’incidente avvenuto il 22 settembre scorso al Globe Theatre, all’interno di Villa Borghese, dove è crollata una scalinata in legno provocando il ferimento di 11 ragazzi del liceo Saffo di Roseto in gita nella Capitale per assistere a uno spettacolo.
L’indagato è Gianluca Sole, legale rappresentante dell’associazione Teatri Roma, affidataria della gestione del teatro, che è accusato di crollo colposo, lesioni personali colpose e apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo e intrattenimento. A coordinare le indagini delle forze dell'ordine sono il procuratore aggiunto Giovanni Conzo e i pm Gianfederica Dito ed Eugenio Albamonte per i quali il gestore del Globe , si legge nel capo d’imputazione, «non avrebbe provveduto a mantenere la struttura in adeguate condizioni di stabilità e solidità, omettendo anche di provvedere e disporre le dovute attività manutentive della struttura e segnatamente della scala in legno». Secondo l’accusa «la struttura presentava chiari segni di logorio e fragilità con sfaldamento di alcune parti, logorio che peraltro determinava il cedimento dei punti di ancoraggio della scala».
Le prove statiche, come sostiene la Procura, risalgono al 26 giugno 2021 e nessuno, secondo l’accusa, si sarebbe curato di verificare le condizioni del Globe Theatre per oltre quindici mesi. Nel crollo della scala ad avere la peggio tra gli studenti rosetani fu una 17enne che è stata operata alla colonna vertebrale al Policlinico Gemelli, e che ancora oggi ha delle conseguenze come conferma la mamma che all’epoca ha presentato una denuncia. «Quasi tutti i mesi mia figlia fa dei controlli al Gemelli», spiega la donna, «ora ha tolto il busto, ma ha ancora delle viti nelle vertebre. Questo la limita molto e infatti io devo aiutarla. La accompagno a scuola, la vado a riprendere e non può portare pesi. Lei ha subito una frattura molto grave, e grazie al personale del Gemelli è stata salvata. Mia figlia infatti ha rischiato seriamente di restare su una sedia a rotelle, se non addirittura di morire, se avesse sbattuto la testa. A settembre faremo una tac di controllo e forse, tra tre anni, dovrà fare un altro intervento». L’avvocato Giovanni Gebbia che assiste la famiglia precisa che «la notifica delle indagini ancora non è arrivata, ma appena la avremo valuteremo il da farsi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA