Scalone: «Riflettiamo sulle questioni poste da D’Alberto»

TERAMO. «Da uomo del Pd sono molto turbato per le vicende che stanno scuotendo il partito di Teramo». L’ex consigliere comunale Enzo Scalone interviene sulla fuoriuscita dal partito del capogruppo...
TERAMO. «Da uomo del Pd sono molto turbato per le vicende che stanno scuotendo il partito di Teramo». L’ex consigliere comunale Enzo Scalone interviene sulla fuoriuscita dal partito del capogruppo Gianguido D’Alberto e di altri consiglieri comunali, sostenendo che si tratta di una vicenda «che nessuno può trattare con superficialità o sufficienza o, peggio ancora, disinteressarsene». Le questioni sollevate da D’Alberto «sono di vitale importanza». L’ex consigliere parla di una conduzione insoddisfacente del partito, definendo la sfiducia senza preavviso al segretario cittadino Ancelotti un’operazione di «killeraggio politico», attuata da chi in realtà aveva come obiettivo il commissariamento del partito «con la nomina del capogruppo regionale, il camplese Sandro Mariani». «Le cose che non vanno nel partito sono tante», aggiunge Scalone, e molte di queste sono state esposte da D’Alberto. «Da uomo del Pd devo purtroppo ammettere che aveva ed ha ragione su diverse questioni. I tentativi della sua delegittimazione quale capogruppo e possibile candidato sindaco del Pd sono state numerose ed inequivocabili. Fra le tante, le ripetute dichiarazione di Mariani, che arrogandosi ruoli non suoi ha parlato da capo assoluto del partito a Teramo, spingendosi financo a proporre come candidato sindaco una persona che non è neanche iscritti al Pd e fuori dalla politica attiva da anni». A Teramo, oramai, assistiamo impotenti e sgomenti a ripetute complicità e scambi di favori tra questi stessi settori del partito con la parte più arrogante del centro destra, il tutto finalizzato all’occupazione di posti di sottogoverno», e così facendo «si mina alla base la credibilità del Pd». Un partito, sostiene Scalone, che essendo fuori dal governo della città da un quindicennio «avrebbe tutte le carte in regola per proporsi come vera forza di rinnovamento. Rinnovamento quanto mai auspicato dai cittadini di tutte le tendenze, stanchi dei cosiddetti capibastone e dei continui balletti degli assessori che entrano ed escono dalla giunta. Purtroppo proprio con questi capibastone si cercano e spesso si fanno accordi sottobanco. Soltanto correggendo questi comportamenti e proponendoci realmente alternativi alle forze che stanno rovinando Teramo possiamo tornare al governo e dare una speranza a questa città».

