Scambio culturale con le scuole del Myanmar

12 Marzo 2022

I ragazzi rosetani e birmani si raccontano a vicenda le esperienze con Covid e guerra

ROSETO. Il Comune di Roseto, assieme agli istituti scolastici del territorio, ha deciso di organizzare un progetto di scambio culturale ribattezzato “Cose dell’altro Mondo” che vedrà coinvolti, fino al prossimo mese di aprile, gli studenti delle scuole primarie e secondarie rosetane e gli studenti delle scuole di Taunggyi, città del Myanmar, ex Birmania, nazione interessata da quasi un anno da un conflitto interno di cui, purtroppo, in molti sembrano essersi dimenticati. L’obiettivo del progetto è offrire agli studenti rosetani e a quelli birmani la possibilità di confrontarsi e di raccontarsi come hanno vissuto i cambiamenti della società e della vita personale a causa del Covid, della guerra e della perdita di tante libertà che, fino a qualche anno fa, erano date come un diritto acquisito e imperdibile e che oggi, purtroppo, non sono più così scontate.
«Voglio ringraziare padre Enrico Fidanza, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere, originario di Roseto, e il dottor Piero Triponi, educatore, consulente della coppia e della famiglia, per averci proposto di realizzare questo bellissimo progetto a cui abbiamo aderito, da subito, con grande entusiasmo», dichiara il sindaco Mario Nugnes, «sin dalle prime riunioni organizzative abbiamo registrato la piena collaborazione dei dirigenti scolastici e dei docenti rosetani, un motivo di grande orgoglio perché la nostra città si conferma aperta, solidale e pronta al dialogo».
Spiegano l’assessore alla pubblica istruzione Francesco Luciani e la consigliera Simona Di Felice: «Il progetto è stato articolato su tre fasi: nella prima gli studenti di Roseto sono chiamati a scrivere e condividere la loro esperienza legata al Covid-19, mentre quelli di Taunggyi hanno fatto la stessa cosa parlando dell’esperienza della guerra. Nella seconda ogni classe è chiamata a leggere le esperienze e le storie che arrivano dall’altro Paese e a parlarne. Nella terza e ultima fase i ragazzi si incontrano e si conoscono, tramite una video-call, e parlano direttamente delle reciproche esperienze».