Scarcerato dal Riesame dopo l’arresto per maltrattamenti
Scarcerato dal tribunale del riesame un ventottenne giuliese, M.D.S., detenuto nel carcere di Rieti (a causa della mancza di posto nel carcere di Castrogno) dal 27 giugno scorso a seguito di un’ordina...
Scarcerato dal tribunale del riesame un ventottenne giuliese, M.D.S., detenuto nel carcere di Rieti (a causa della mancza di posto nel carcere di Castrogno) dal 27 giugno scorso a seguito di un’ordinanza emessa dal gip di Teramo Marco Procaccini. Il giovane, difeso dall’avvocato Daniele Cervellini, era stato indagato dalla Procura della Repubblica per atti vandalici ai danni del padre e degli altri familiari. Il genitore, a seguito di alcuni episodi, provvedeva a denunciare i fatti attraverso una querela per il reato di maltrattamenti in famiglia: in base a questo la procura, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza, aveva chiesto l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere, richiesta accolta dal giudice per le indagini preliminari.
Lo scorso 23 luglio il tribunale del riesame dell’Aquila ha accolto l’appello inoltrato dall’avvocato Cervellini decidendo per la scarcerazione del giovane giuliese e, nel contempo, disponendo si sostituire la reclusione con il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dal padre e dalla nonna paterna. Per il prossimo futuro, tenuto conto della procedibilità d’ufficio del reato, la difesa ha già fatto sapere che punterà all’audizione processuale della persona offesa attraverso un giudizio abbreviato. Lo stesso avvocato Cervellini sottolinea: «Da un punto di vista umano è auspicabile un ricongiungimento del nucleo familiare anche in considerazione del pentimento del figlio e l’intervenuta remissione della querela da parte del padre». (al.al.)
Lo scorso 23 luglio il tribunale del riesame dell’Aquila ha accolto l’appello inoltrato dall’avvocato Cervellini decidendo per la scarcerazione del giovane giuliese e, nel contempo, disponendo si sostituire la reclusione con il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dal padre e dalla nonna paterna. Per il prossimo futuro, tenuto conto della procedibilità d’ufficio del reato, la difesa ha già fatto sapere che punterà all’audizione processuale della persona offesa attraverso un giudizio abbreviato. Lo stesso avvocato Cervellini sottolinea: «Da un punto di vista umano è auspicabile un ricongiungimento del nucleo familiare anche in considerazione del pentimento del figlio e l’intervenuta remissione della querela da parte del padre». (al.al.)

