Scarcerato il prof accusato di molestie

Il tribunale del Riesame revoca gli arresti domiciliari e applica la misura della sospensione dall’attività di insegnante
TERAMO. Il tribunale del Riesame scarcera il docente teramano accusato di presunte molestie sessuali su tre studentesse. I giudici dell’Aquila hanno revocato la misura degli arresti domiciliari e hanno applicato quella della sospensione temporanea dall’insegnamento. Le motivazioni non sono state ancora depositate.
Il pronunciamento arriva dopo il ricorso presentato dal difensore dell’uomo, l’avvocato Vincenzo Di Nanna, che ha impugnato l’ordinanza di custodia cautelare del tribunale teramano. L’inchiesta è quella che ha portato agli arresti domiciliari un 54enne teramano insegnante di scienze in un istituto superiore del capoluogo con la pesante accusa di aver palpeggiato tre allieve di età compresa tra i 14 e i 15 anni. Accusa che l’uomo ha respinto nel corso dell’interrogatorio di garanzia. I fatti, secondo la Procura, si sarebbero verificati nel corso dell’attività didattica, in aula, alla presenza degli altri studenti e di due insegnanti di sostegno. Le testimonianze, raccolte nei verbali di sommaria informazioni, fanno parte della voluminosa ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Marco Procaccini su richiesta del sostituto procuratore Greta Aloisi. L’inchiesta è scattata dopo le segnalazioni arrivate da alcuni genitori delle minori. I fatti, sempre secondo la ricostruzione dell’autorità giudiziaria, sarebbero avvenuti nel periodo compreso tra l’ottobre del 2021 e il febbraio di quest’anno e si sarebbero svolti durante l’orario di lezione, quindi in aula, nei confronti di tre ragazzine di 14 e 15 anni. Nel corso degli accertamenti i militari hanno sentito svariati testimoni nella loro veste di persone informati sui fatti. Non solo, dunque, le parti offese, ma anche i compagni di classe, i colleghi dell’insegnante finito sotto accusa, e altro personale scolastico. A far scattare la richiesta di misura della Procura l’ipotesi del pericolo di reiterazione del reato da parte del docente. Ipotesi, quella della Procura, condivisa dal giudice che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di violenza sessuale. Al momento della notifica dell’ordinanza di custodia cautelare i carabinieri hanno provveduto a sequestrare il computer nella disponibilità dell’insegnante con l’obiettivo di approfondire le indagini che sono ancora in corso.
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