Scarcerato uno dei due marinai arrestati

10 Marzo 2015

È il primo ufficiale Liberati di San Benedetto. Il comandante De Simone di Silvi resta detenuto in condizioni disumane

MARTINSICURO. Le autorità del Gambia hanno scarcerato Massimo Liberati di San Benedetto del Tronto, direttore di macchina del motopeschereccio Idra Q, che era stato arrestato e sommariamente condannato il 2 marzo insieme al comandante, Sandro De Simone di Silvi, con l’accusa di utilizzo di reti da pesca non conformi alla regolamentazione del Gambia. Ne ha dato notizia ieri pomeriggio la Farnesina con una nota. Il rilascio di Liberati sarebbe avvenuto dietro presentazione da parte dell’armatore, la Italfish di Martinsicuro, di una cauzione e di adeguate garanzie finanziarie di pagamento dell’ammenda comminata dal giudice di Banjul. L’ambasciatore italiano a Dakar – competente anche sul Gambia – ha parlato con Liberati, che sarebbe in buone condizioni. Lo stesso ambasciatore ha informato la moglie di Liberati. Le autorità del Gambia, secondo la Farnesina, hanno stabilito che il comandante De Simone, in quanto responsabile dell’imbarcazione, resti in carcere fino all’avvenuto pagamento dell’ammenda stabilita dal tribunale. Diversa la versione degli armatori. Per De Simone, a quanto scrive l’Italfish in una nota, le autorità locali «non vogliono sentir parlare di cauzione». I due ufficiali la settimana scorsa erano stati condannati a un mese di detenzione e al pagamento di 15mila euro ciascuno, e se l’ammenda non fosse stata pagata la pena detentiva sarebbe salita a cinque anni.

Proprio ieri sera era previsto l’arrivo a Banjul del vice ambasciatore Domenico Fornara. Fornara è volato in Gambia per incontrare i due italiani in carcere ed ha richiesto un incontro con il ministro degli Esteri della nazione africana. La diplomazia italiana si è insomma messa all’opera dopo che i due marittimi sono stati rinchiusi nel carcere di Banjul come dei delinquenti comuni, segregati in celle separate e anguste, senza servizi igienici né letti, insieme a una quindicina di detenuti per cella. Totalmente isolati, non hanno avuto neanche la possibilità di parlare con le loro famiglie in Italia. Hanno potuto ricevere solo una visita, giovedì scorso, quella del delegato consolare nel Gambia Dayal Daryanani. Il Gambia ha peraltro negato l’autorizzazione alla visita in carcere all’armatore della barca, il martinsicurese Federico Crescenzi, volato in Gambia appena ricevuta la notizia del sequestro.

Negli ultimi giorni si sono susseguiti gli appelli alle istituzioni ad intervenire. Poche le notizie anche su Vincenzino Mora di Martinsicuro, il nostromo della barca segregato a bordo insieme agli altri 23 membri dell’equipaggio, tutti cittadini africani, sorvegliati da militari armati nel porto di Banjul, «Una telefonata e un messaggio i contatti che ho avuto con mio padre dal giorno del sequestro della barca», fa sapere Domenico, «messaggi che mi invitano a non preoccuparmi ma che non aiutano visto le poche notizie che arrivano dal Gambia».

Le amministrazioni comunali di Silvi e San Benedetto del Tronto stanno seguendo attentamente l’evolversi della situazione che vede come protagonisti i loro concittadini. Ed è pronta una fiaccolata a Silvi Paese per i due pescatori arrestati in Gambia. L’iniziativa è stata proposta dal movimento “Silvi Bellissima”. Il consigliere Michele Cassone afferma: «L’obiettivo della fiaccolata sarà quello di dimostrare alla famiglia dei due pescatori la vicinanza della città al dramma che stanno vivendo. Ho sentito il sindaco Francesco Comignani e si è detto favorevole a partecipare. Vogliamo coinvolgere tutti i cittadini e tutte le forze politiche di Silvi». Cassone conclude: «Con l’iniziativa vogliamo appoggiare anche l’attività diplomatica in corso, speriamo solo che tutti vogliano unirsi a questa proposta senza strumentalizzare e polemizzare». Su quando ci sarà la fiaccolata ancora c’è una data certa . Forse nel fine settimana o all’inizio della prossima. Il primo cittadino Comignani ha dato pieno appoggio all’iniziativa. Il fratello del capitano rapito, Cesare De Simone, ieri ha detto: «Purtroppo non abbiamo nessuna novità circa una possibile liberazione a breve termine, ben venga la fiaccolata da parte della cittadinanza».

Sandro Di Stanislao

Domenico Forcella

©RIPRODUZIONE RISERVATA