Scarichi inquinanti, multate tre aziende

12 Gennaio 2020

La guardia costiera scopre reflui industriali non a norma per essere smaltiti nei depuratori, sanzioni fino a 30mila euro 

TERAMO. Scarichi industriali inquinati destinati ai fiumi Tronto, Vibrata e Tordino. Sono quelli scoperti dalla guardia costiera nell’ambito di una capillare attività di vigilanza sul territorio teramano: tre le aziende raggiunte da cinque maxi sanzioni.
Secondo l’accusa scaricavano nella rete fognaria reflui industriali superando i limiti di alcuni parametri tra i quali, in particolare, gli escherichia coli e i solidi sospesi. Si tratta di parametri che le analisi sui campioni prelevati al momento del controllo della guardia costiera, eseguite nei laboratori dell’Arta, hanno riscontrato essere superiori rispetto ai limiti previsti: l’escherichia coli trenta volte superiore al limite massimo e i soldi sospesi dieci volte. «Questo», si legge in una nota della guardia costiera, «con le evidenti conseguenze sulla qualità dei reflui avviati al ciclo depurativo e il concreto rischio che gli stessi depuratori, predisposti per operare sulla base dei parametri-limite previsti per legge, potessero non essere in grado di far fronte alla significativa carica batterica e inquinante dei reflui ricevuti». Ma i controlli dei militari del nucleo operativo di polizia ambientale della guardia costiera di Giulianova, composto anche dai militari degli uffici marittimi di Roseto, Tortoreto e Martinsicuro e coordinato dal centro di controllo ambientale della Direzione marittima di Pescara, hanno riguardato anche la verifica delle autorizzazioni in possesso delle aziende ispezionate. «Le difformità rispetto ai titoli autorizzativi ambientali», precisa a questo proposito la nota, «hanno riguardato in un caso proprio la mancata predisposizione da parte di una società del prescritto sistema di contenimento e riduzione della carica batterica e inquinante dei reflui immessi in fognatura, nonché, per un’altra ditta la mancata tempestiva denuncia alla società di gestione della rete fognaria di un guasto sulla tubazione di collegamento tra un sistema interno di cisterne di sedimentazione dell’impianto di depurazione servente l’attività di lavorazione necessario per la successiva immissione in fognatura». Le sanzioni previste vanno da tremila a trentamila euro. Dice il comandante della guardia costiera di Giulianova Claudio Bernetti: «L’attività in questione continuerà senza sosta con la finalità di tenere sempre elevato il livello di attenzione sulla qualità ambientale delle acque che confluiscono, attraverso i fiumi, nel nostro mare, patrimonio dell’intera collettività».(cr.te.)
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