Scarpantonio lascia la delega alla viabilità

Appalti sospetti, il consigliere indagato si fa da parte. E il presidente Di Sabatino annuncia una rotazione dei dirigenti
TERAMO. E’ una prima conseguenza dell’inchiesta su un presunto sistema illecito di appalti pubblici. Nei giorni scorsi il consigliere provinciale delegato alla viabilità Mauro Scarpantonio ha rimesso la delega al presidente Renzo Di Sabatino. «Nelle cui mani resterà» puntualizza una nota della Provincia in cui si annuncia anche che «nelle prossime ore il presidente, nell’ambito di un processo di riorganizzazione più ampio e già in corso, procederà ad un avvicendamento delle dirigenze e delle posizioni organizzative».
Scarpantonio e il funzionario del settore viabilità della Provincia Dario Melozzi sono indagati insieme agli imprenditori teramani Armando Di Eleuterio (che è anche presidente regionale dell’Ance, l’associazione regionale dei costruttori) e Diego Di Sabatino. Con loro c’è anche il dirigente del settore appalti del Comune di Pineto Donato D’Evangelista. Le ipotesi di reato ipotizzate sono quelle di corruzione, abuso d’ufficio e turbata libertà degli incanti. Ovvero, sostiene la Procura, un sistema in cui gli imprenditori si mettevano d’accordo per spartirsi gli appalti con il concorso di funzionari e politici in cambio di qualcosa. Un’inchiesta nata dalla mole di intercettazioni del procedimento Castrum e che, dopo l’acquisizione di svariata documentazione, procede attraverso i controlli sui conti correnti a caccia di eventuali tracce di tangenti e gli accertamenti tecnici su telefonini e computer sequestrati agli indagati.
Secondo la ricostruzione del pm Luca Sciarretta, che nei mesi scorsi ha chiesto ed ottenuto una proroga dell’indagine, gli «accordi illeciti» avrebbero riguardato non solo la Provincia, ma anche i Comuni di Teramo, Atri e Pineto. Fino a toccare i compartimenti Anas di Abruzzo e Marche. Per quanto riguarda la Provincia nel decreto di perquisizione il pm parla «di rilevanti commesse pubbliche garantite negli ultimi anni dalla Provincia alle società riconducibili agli indagati Di Eleuterio Armando e Di Sabatino Diego». Per il Comune di Teramo, invece, parla di «lavori di somma urgenza verosimilmente di natura fittizia assicurati a Di Eleuterio Armando da funzionari in servizio presso il Comune». Per Pineto il pm parla «di rapporti di natura verosimilmente illecita esistenti tra gli imprenditori Di Eleuterio e Di Sabatino con il dirigente del settore appalti pubblici Donato D’Evangelista avanti ad oggetto la conduzione e l’aggiudicazione di gare d’appalto indette presso il suddetto ente». E sul caso Pineto interviene il Movimento 2.0 che in una nota chiede chiarimenti all’amministrazione comunale. «L’amministrazione comunale deve spiegare ai cittadini di Pineto ciò che sta succedendo riguardo ai presunti illeciti sotto la lente della Procura», scrive, «soprattutto perché parliamo di uno dei settori nevralgici del nostro Comune. Non si comprende per quale motivo, ancora una volta, il sindaco e tutta la maggioranza Pd, a distanza di qualche giorno dalla diffusione delle notizie a mezzo stampa, siano completamente silenti ».(d.p.)
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