Scatola d’autore per Pan Ducale Accordo siglato a Londra

14 Febbraio 2019

ATRI. La Pan Ducale rende ancora più accattivanti i suoi prodotti. L’azienda dolciaria di Atri ha siglato una partnership con Hbf – Hoffman, Barney & Foscari – marchio multidivisionale londinese...

ATRI. La Pan Ducale rende ancora più accattivanti i suoi prodotti. L’azienda dolciaria di Atri ha siglato una partnership con Hbf – Hoffman, Barney & Foscari – marchio multidivisionale londinese supporter mondiale di 'Meat Free Monday', la campagna etica lanciata dall'ex Beatle Paul McCartney con le figlie Mary e Stella. Un incontro non casuale, quello fra la compagnia dolciaria italiana e la società fondata da Glauco Della Sciucca – giornalista, autore e regista la cui famiglia è originaria di Atri – e, tra gli altri, da Chicca Olivetti e sir Michael Lindsay-Hogg, storico regista dei Beatles e dei Rolling Stones. All'origine dell'accordo c'è «la necessità etica di essere semplici e completamente sostenibili il che non esclude la bellezza, e quando il panettone fatalmente finirà, gustato dai palati di tutto il mondo», dice Della Sciucca, «il suo contenitore rimarrà, pensato com'è per essere guardato».
Al momento vige il segreto sulla foggia di questo lussuoso contenitore. Ma basta la storia della Pan Ducale e quella, pur nuova, di Hbf, a rendere interessante il prodotto. L'azienda prende vita nel 1967 per iniziativa di Pasquale D'Amario che, nato nel 1938 ad Atri, nel Teramano, nel 1966 rileva la gestione del caffè del teatro nella piazza principale. Qui sua madre Filomena prepara il Pan Ducale, un dolce, per la tradizione “pizza di mandorle”, a base di uova, farina, mandorle e cioccolato, tipico della città. «Il debutto del panettone Pan Ducale by Hoffman, Barney & Foscari e l'aver unito gli sforzi tra Italia e Gran Bretagna per offrire al pubblico internazionale un prodotto raffinato ed elegante, trasparente e genuino nei suoi valori e ingredienti», spiega Paola D'Amario, titolare dell'azienda atriana insieme ai fratelli Danilo e Claudia, «è una delle prove tangibili che lo stato di salute della capacità innovativa italiana all'estero non è mai stata tanto brillante».