Scatta il secondo sequestro per l’ex cava di Garrano

28 Aprile 2017

CAMPLI. Scatta il sequestro bis per l’ impianto di frantumazione di inerti e produzione di asfalto della Conglobit nella ex cava di Garrano Basso. Ad un mese dal precedente provvedimento per presunti...

CAMPLI. Scatta il sequestro bis per l’ impianto di frantumazione di inerti e produzione di asfalto della Conglobit nella ex cava di Garrano Basso.
Ad un mese dal precedente provvedimento per presunti reati di natura ambientale (ancora in corso e per cui questa mattina al Riesame è in programma un’udienza)), ieri mattina è scattato un nuovo sequestro chiesto dal pm titolare del fascicolo Luca Sciarretta e accolto dal gip Roberto Veneziano. Nell'ambito dell'inchiesta sul presunto inquinamento ambientale aperta un anno fa sarebbero emersi, dopo i controlli svolti dal dipartimento di prevenzione della Asl, anche profili relativi a presunte violazioni delle norme sulla sicurezza dei lavoratori. Violazioni relative sia ai macchinari che ai luoghi di lavoro e che hanno portato al nuovo provvedimento. L'inchiesta che ha portato ai due sequestri è scattata dopo l’esposto presentato dai residenti della zona contro quell’impianto di frantumazione di inerti e produzione di asfalto che si trova nel sito della vecchia cava ormai esaurita. I residenti avevano chiesto a Procura, Comune, ufficio cave della Regione e al prefetto di verificare «se è corretto che la ditta utilizzi gli accessi all’impianto per rovesciare dall’alto il misto cava prelevato da un altro impianto, generando una grande mole di polvere, se è corretto che questo misto cava insista su una parte del piazzale a destinazione agricola e, soprattutto, se sia lecito che l’impresa riversi i fanghi provenienti dal lavaggio degli inerti nel fosso sottostante».
E ancora, avevano scritto i residenti, «il continuo sversamento dei fanghi ha generato una deformazione dell’alveo del fosso, con conseguente ristagno di acqua, fango e scarti di lavorazione, che emanano inoltre un odore acido». Ora dovranno essere le indagini della Procura a fare chiarezza sulle accuse.(d.p.)
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