Scavi della fibra: fioccano le richieste di danni al Comune

5 Ottobre 2022

Fracassa accusa: «I lavori non sono stati controllati a dovere Le pratiche giacenti sono decine e non si sa chi le gestisce»

TERAMO. Il Comune di Teramo è subissato di richieste di risarcimento danni per cadute di pedoni e ciclisti dovute a irregolarità del manto stradale. Nell’ultimo consiglio comunale sono stati portati debiti fuori bilancio legati a contenziosi finiti, davanti al giudice di pace, con la condanna dell’ente. E questo ha rinfocolato le critiche dell’opposizione. Il consigliere di Futuro In Franco Fracassa punta il dito: «Negli anni 2020 e 2021, e nei primi mesi del 2022, sono stati liquidati, tra debiti fuori bilancio e pratiche svolte in Comune, circa 150mila euro. Mi chiedo, e chiedo all’amministrazione: quanti contenziosi, riferiti agli ultimi quattro anni, devono essere ancora trattati e sono fermi negli uffici?».
La domanda nasce dal fatto, confermato al Centro da alcuni avvocati che si occupano di questo genere di cause, che alla richiesta di risarcimento danni il Comune in genere non risponde, se non dandole un numero di protocollo. Quando c’è un sollecito da parte dei legali l’ente qualche volta risarcisce, spesso resta silente. In questo modo, passa un anno e più. Solo a seguito dell’atto di citazione (che non tutti fanno, perché c’è chi si scoraggia e molla) qualcosa si muove, nel senso che partono cause davanti al giudice che possono durare uno-due anni. Ma la polemica di Fracassa nasce anche dall’asserito aumento di questi contenziosi, secondo lui legato agli scavi effettuati in questi anni da una società privata sulle strade cittadine per installare la fibra ottica che porta nelle case l’internet ultraveloce. «C’è stato un notevole aumento delle richieste di danni negli ultimi anni», dice Fracassa, «nei primi di quest’anno sono state oltre 70 e sul tema nessuno ci dà risposte. Quanto ha influito il mancato controllo del Comune sui lavori della fibra? Di fatto la ditta Open Fiber ha lavorato con il silenzio-assenso dell’ente, nessuno ha controllato la progettazione e così la ditta ha scelto le soluzioni ad essa più convenienti, ad esempio mettendo i chiusini in mezzo alle carreggiate e non ai lati come avrebbe dovuto. Per non parlare dei mancati ripristini degli asfalti, vedi il canaletto sulla ex statale 80 da Piano d’Accio in su che potrebbe far cadere facilmente chi viaggia su due ruote».
L’esponente di Futuro In continua: «Sono due anni che dico queste cose in consiglio. Mesi fa noi consiglieri di opposizione abbiamo inviato una nota al prefetto segnalando queste anomalie e ci risulta che la segretaria comunale, sempre mesi fa, abbia dato disposizione al dirigente di ripristinare le strade a regola d’arte bloccando la fideiussione di Open Fiber. Perché, se si fa il collaudo, l’impresa acquisisce un diritto su quello che ha realizzato, e poi il danno ce lo teniamo per sempre».
Fracassa aggiunge che due mesi fa l’amministrazione ha fatto una variazione di bilancio da 80mila euro per stipulare una nuova polizza assicurativa «a condizioni molto peggiori di quelle precedenti. Prima avevamo un’assicurazione che ci dava una franchigia di 3.500 euro, fino a quella somma pagava il Comune ma la pratica la svolgeva la compagnia, quindi non c’erano ulteriori costi. Ora fino a 9.000 euro se la vede l’ente anche per il disbrigo delle pratiche. E chi le gestisce, in Comune? L’abbiamo chiesto, senza avere risposte». (d.v.)
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