Scheggia nell’occhio, deve andare all’Aquila per farsela togliere

Al pronto soccorso di Teramo domenica non chiamano l’oculista perché non è un’urgenza L’uomo di Montorio va al San Salvatore e trova lo specialista. Il primario: è una prestazione differibile
TERAMO. Una scheggia di ferro nell’occhio non è un’emergenza. È la dolorosa verità – certamente per il protagonista della storia – con cui ha dovuto fare i conti M.D.C., 46 anni di Montorio. All’uomo sabato pomeriggio era capitato l’incidente mentre stava facendo una saldatura. Ha aspettato ad andare al pronto soccorso, visto che era quasi sera e così si è presentato al Mazzini, accompagnato dalla moglie, con l’occhio ormai molto gonfio, domenica mattina alle 9. Qui ha spiegato l’accaduto ai tre operatori del triage del pronto soccorso. «Una delle infermiere mi ha detto: “Innanzitutto è presto. L’oculista che è di turno possiamo eventualmente sentirla dopo le 10. Ma visto che non è un'urgenza difficilmente verrà. Comunque ora la facciamo entrare e il medico del pronto soccorso le benderà l'occhio e poi domattina tornerete a togliere la scheggia”». L’uomo le ha risposto che l’occhio gli faceva male e che l’indomani peraltro sarebbe dovuto partire. «Ci hanno chiesto di dove eravamo e capito che eravamo di Montorio», racconta ancora M.D.C., «ci hanno consigliato di richiamare così se eventualmente l’oculista fosse andata per un’urgenza visitava anche me. Abbiamo rifiutato di fare la fila per la visita in pronto soccorso, visto che – ha detto mia moglie – la benda la poteva mettere anche lei». Prima di andare via un’altra infermiera ha suggerito alla coppia: «Provate al pronto soccorso dell'Aquila, lì magari trovate un oculista di turno».
Moglie e marito sono usciti e hanno tentato la carte del medico di base. Sono andati a casa sua a Montorio e il medico – che ringraziano «per l’eccezionale umanità» – ha tentato di togliere la scheggia con un pennino calamitato, senza però riuscirci.
A quel punto i coniugi hanno deciso di andare all’Aquila, ma prima hanno chiamato il pronto soccorso del San Salvatore e qui hanno risposto che l’oculista ci sarà intorno alle 11. Così si sono rimessi sull’auto – guidata alla moglie – e poco dopo le 11 sono arrivati in ospedale. «Abbiamo incontrato l'oculista che stava andando via poichè avendo fatto la fila si erano fatte le 12.30 ma è tornato indietro e nel giro di qualche minuto mi ha tolto la scheggia e bendato l'occhio». Per la prestazione M.D.C. dovrà pagare un ticket di 36 euro, forse proprio perchè la prestazione non è un’urgenza.
«Siamo rientrati a casa dopo le 14. La domanda prioritaria è: ma senza che nessuno abbia visto l’occhio gonfio e con una scheggia dentro, come si fa a stabilire se è urgente o meno?», commenta il paziente, «e poi mi chiedo: se non ci fosse stata mia moglie con me che guidava io come avrei potuto fare Montorio- Teramo e poi di nuovo Montorio e poi L'Aquila per poi tornare a Montorio? Noi siamo - diciamo - giovani e possiamo muoverci agevolmente da una provincia all'altra, ma è assurdo che per una scheggia io abbia dovuto girare e di conseguenza fare due file in due pronto soccorso della regione».
Flavia Di Giangiacomo, primario facente funzione del pronto soccorso, spiega che «un corpo estraneo piccino nell’occhio non è un'emergenza ma è una prestazione differibile. Ma la lampada a fessura in pronto soccorso ce l'abbiamo, quindi la scheggia avremmo potuto toglierla noi, per questo hanno detto al paziente di farsi visitare. Il medico del pronto soccorso è un po' un tuttologo, cerca di risolvere le piccole cose da sè. Verificherò comunque se il triagista ha dato una giusta informazione sulla visita al paziente».
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