Schiacciato da un macchinario: muore operaio padre di tre figli

14 Settembre 2022

Tonino Fanesi, 49 anni, stava controllando l’apparecchiatura bloccata che è ripartita all’improvviso Il cordoglio dei sindaci Costantini (Giulianova) e Galiffi: «Morte ingiusta, sia da monito sulla sicurezza»

MOSCIANO SANT’ANGELO. La tragedia dell’ennesima morte sul lavoro spezza il cuore di una famiglia e di una comunità intera. Antonio “Tonino” Fanesi, 49 anni, padre di tre figli piccoli, ha pagato con la vita il suo spendersi senza riserve nell’attività in fabbrica, da «operaio modello», come tutti – colleghi e dirigenti – lo hanno sempre riconosciuto. Era impegnato, ieri mattina, come tante altre nel suo turno di lavoro alla Metallurgica Abruzzese, azienda con sede a Marina di Mosciano che produce reti e sistemi di protezione metallici e fa parte del gruppo Cavatorta. Qui Fanesi, nato a San Benedetto, ma residente a Giulianova Paese, si era trasferito due anni fa lasciando il posto alla Betafence. Lo aveva fatto, per dare sicurezza alla moglie Santina e ai suoi bambini, alle prime avvisaglie di crisi dell’azienda di Tortoreto. Nello stabilimento moscianese, ieri mattina, la sua vita si è infranta sotto il peso di un macchinario.
lA TRAGEDIA
Tonino stava controllando l’apparecchiatura della linea di produzione che si era fermata. La macchina, però, all’improvviso è ripartita e non gli ha dato il tempo di tirarsi indietro. Lo ha schiacciato, uccidendolo sul colpo. I colleghi al suo fianco hanno tentato immediatamente di salvarlo, lanciando l’allarme per i soccorsi ma era già troppo tardi. Gli operatori sanitari del 118, arrivati a bordo di un’ambulanza, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Rilievi sono stati avviati dai carabinieri della compagnia di Giulianova, dai vigli dl fuoco e dagli ispettori del lavoro della Asl. Saranno loro a ricostruire le cause e la dinamica dell’incidente, per risalire a eventuali responsabilità tramite l’inchiesta aperta dal pm di turno. Da capire c’è, in particolare, il motivo per cui il macchinario si sia rimesso in moto durante l’intervento nonostante il sistema di sicurezza. Nel frattempo la salma di Fanesi è stata trasportata all’obitorio di Teramo in attesa dell’autopsia.
Il Cordoglio
La tragedia suscita reazioni a tutti i livelli. «Ci stringiamo alla famiglia di Tonino Fanesi», è il messaggio del sindaco di Giulianova Jwan Costantini, «continua la strage delle morti bianche e in questo caso, tocca anche la nostra comunità». Per il primo cittadino giuliese questa «morte ingiusta possa essere di monito, favorisca la cultura della prevenzione e promuova l’impegno per la tutela dei lavoratori». Gli stessi concetti sono ribaditi dal sindaco di Mosciano Giuliano Galiffi che, nell’esprimere vicinanza alla famiglia dell’operaio, invoca «un rafforzato impegno tra istituzioni e imprese e rappresentanze dei lavoratori». Per Michele Fina e Lisa Vadini, «è fondamentale continuare a sollecitare risorse, norme, personale che aumentino la sicurezza sui luoghi di lavoro. Registriamo in regione un preoccupante aumento degli infortuni che nella prima metà dell’anno sono saliti del 66%. In provincia di Teramo il dato è ancora peggiore con una crescita del 106%».
(ha collaborato
Alfonso Aloisi)