Schiaffeggiata e rapinata della pensione

12 Dicembre 2017

TERAMO. Tutto in pochi attimi, in un crescendo di violenza e paura che solo chi ha vissuto la stessa drammatica esperienza di un’aggressione può capire. Perchè la 62enne che nel primo pomeriggio di...

TERAMO. Tutto in pochi attimi, in un crescendo di violenza e paura che solo chi ha vissuto la stessa drammatica esperienza di un’aggressione può capire.
Perchè la 62enne che nel primo pomeriggio di ieri è stata rapinata nella sua abitazione di Casemolino di Castellalto da due donne che prima l’hanno schiaffeggiata e poi spintonata probabilmente non ha avuto nemmeno la forza di gridare. Ora saranno le indagini dei carabinieri a tentare di dare un volto alle rapinatrici che intorno alle 14 di ieri si sono presentate all’ingresso dell’abitazione, probabilmente dopo aver seguito la donna che qualche ora prima era andata a ritirare la pensione. Quella somma di 600 euro che è stata costretta a consegnare alle due.Il fatto è avvenuto poco dopo le 14 in una zona abitata e frequentata.
Ai carabinieri, intervenuti dopo la richiesta d’aiuto, la 62enne ha raccontato di aver sentito suonare il campanello di casa e quindi di essersi presentata all’uscio per aprire. Ma una volta aperta la porta sarebbe stata schiaffeggiata, violentemente schiaffeggiata, da una delle due donne che poi l’avrebbero spinta all’interno dell’alloggio. Successivamente avrebbero chiuso la porta alle loro spalle e avrebbero continuato ad urlare chiedendo alla donna di consegnare tutti i soldi che aveva. Fino a quando quest’ultima non ha consegnato le banconote che appena qualche ora prima aveva ritirato all’ufficio postale. Una volta arraffati i soldi le due donne sono uscite dall’abitazione non prima di aver urlato alla derubata di non denunciare.
Molto probabilmente, questa è una prima ricostruzione fatta dai carabinieri, è ipotizzabile che le rapinatrici siano entrate in azione con l’aiuto di un complice che le ha attese a bordo di una macchina su cui poi sono scappate. Gli investigatori non escludono l’ipotesi che le due abbiano agito pensando di trovare più contante nell’abitazione “visitata”. Ora le indagini si concentrano sulla testimonianza dell’aggredita, ma anche sulla ricerca di eventuali sistemi di videosorveglianza che si trovano nella zona e che potrebbero aver catturato gli spostamenti delle donne, a cominciare dalla macchina a bordo della quale sono fuggite dopo il colpo.
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