Schiaffi agli alunni, professore a processo

17 Novembre 2018

Insegnante di Corropoli accusato di abuso di mezzi di correzione: i fatti contestati avvenuti in un’altra scuola media

VAL VIBRATA. È finito a processo per abuso di mezzi di correzione perchè nella sua veste di insegnante, secondo l’accusa della Procura, avrebbe colpito alcuni alunni con schiaffi e avrebbe tirato loro capelli ed orecchie. I fatti sarebbero avvenuti nel 2016 in una scuola media di una località della Val Vibrata dove all’epoca dei fatti il 60enne insegnante di Corropoli finito sotto accusa era docente di educazione tecnica (centro diverso da quello della residenza dell’uomo).
L’insegnante è imputato nel processo in corso davanti al giudice onorario di tribunale Marco Scimia. Nell’ultima udienza sono state ascoltate molte mamme citate come testi della pubblica accusa (rappresentata in aula dal pm d’udienza Pierluigi Acciaccaferri). «Mio figlio mi ha raccontato che l’insegnante avrebbe dato uno schiaffo sulla nuca ad un suo compagno di classe cinese», ha raccontato una delle mamme, «e che diceva parolacce in classe». Stessa cosa ha ripetuto un’altra mamma rispondendo alle domande del pm: «Mio figlio raccontava che spesso il prof diceva parolacce in aula durante le lezioni e che in alcune occasioni avrebbe colpito alla nuca un suo compagno di classe. A lui personalmente non è mai accaduto niente». Nel capo d’imputazione firmato dal pm Enrica Medori si fanno i nomi di nove ragazzini appartenenti a classi diverse. In particolare si legge: «Quale insegnante, dopo averli redarguito verbalmente per essersi distratti durante la lezione abusava dei mezzi di correzione senza limitarsi al rimprovero verbale, ma colpendoli in svariate occasioni con schiaffi o tirate di capelli ed orecchie». Accuse, quelle della Procura, che ora dovranno essere provate nel corso del dibattimento.
L’indagine che ha portato alla denuncia e successivamente all’apertura del fascicolo è scattata dopo la segnalazione di alcuni genitori dopo il racconto dei figli. Da qui la prima segnalazione alla direzione didattica dell’istituto scolastico che dopo aver svolto accertamenti e aver sentito direttamente gli alunni aveva fatto la denuncia. Successivamente la segnalazione alle forze dell’ordine e l’apertura del fascicolo da parte della Procura con l’ipotesi di reato di abuso di mezzi di correzione. Si torna in aula il 6 giugno con gli ultimi tesi della difesa ( altri genitori) e i primi citati dalla difesa dell’insegnante.(d.p.)
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