Schiaffo del sindaco alla Pro loco «Se ne può costituire un’altra»
Alba, Tonia Piccioni apre a un’associazione bis e oggi non sarà all’inaugurazione della mostra Respinte anche le accuse di immobilismo: «Siamo operosi anche se abbiamo pochi dipendenti»
ALBA ADRIATICA. «Basta menzogne»: il sindaco di Alba Adriatica non ci sta alle critiche piovutegli addosso sul caso Pro loco insieme alle accuse di immobilismo, mentre apre ad altre associazioni. «Ci sono comuni che hanno più di una Pro loco: in deroga allo statuto questo si può fare», così dice. Dopo la mano tesa del patrocinio concesso al fotofinish alla mostra “Gente e tracce di Alba”, Tonia Piccioni ora contrattacca anziché riappacificare gli animi e oggi pomeriggio non si presenterà all’apertura dell’evento organizzato dalla Pro Loco cui interverranno autorità provenienti da tutta la Val Vibrata: «Ho un altro impegno», taglia corto. Questo ieri mattina, nella prima conferenza stampa organizzata a un anno e mezzo dalla sua elezione, a cui si è presentata insieme a quasi tutta la sua maggioranza (mancavano solo due consiglieri che però erano “giustificati”), come segnale forte di unione dopo le voci di spaccature.
Tantissimi gli argomenti affrontati nella conferenza-fiume, con il piatto forte della Pro loco da pochi giorni riammessa nell’albo dalla Provincia. «Non ci siamo mossi per scopi politici o personali, come Nicolino Colonnelli e Luca Falò vogliono far credere, ma perché grande era il malcontento generato dalla Sagra delle Sagre organizzata a Villa Rosa, sia nella nostra città, sia a Martinsicuro. Forse ci si è dimenticati delle contestazioni delle maggiori associazioni albensi sull’operato della Pro loco, dall’Ariaa dei ristoratori al consorzio Costa dei Parchi, dall’Oba dei balneatori al Comitato centro storico, fino a quello della Rotonda Nilo. Il nostro è stato un comportamento trasparente e da buoni amministratori cittadini, considerando anche il procedimento di esclusione dall’albo avanzato dall’Unpli e dalla Provincia. Per il futuro, stiamo lavorando sul regolamento degli eventi».
Quanto alla “trattativa” con i vertici della Pro loco, in cui il sindaco stesso avrebbe proposto 7mila euro in cambio del ritiro del ricorso al Tar contro la cancellazione dall’albo provinciale e del decreto ingiuntivo inviato al Comune per ottenere il contributo di 10mila euro revocato per il Festival degli artisti di strada, Tonia Piccioni dice: «Confermo di aver proposto una cifra indicativa tra i 5 ed i 7 mila euro, ma fu lo stesso presidente dell’associazione Tancredi Spinosi a chiedere di metterci d’accordo, dicendoci che gli artisti chiedevano con insistenza i soldi promessi e che lui avrebbe sciolto definitivamente la Pro loco. Poi invece ci hanno inviato il decreto ingiuntivo, spingendoci a prendere contatti con i loro legali e ad affidarci noi stessi in fretta ad un avvocato per difendere il Comune: non potevamo far diventare il decreto un precetto o un pignoramento. Ora, vista la riabilitazione della Pro loco e in linea con la nostra posizione di sempre, pagheremo il contributo per il festival: saranno gli avvocati a stabilire quanto».
Alle accuse di sprecare i soldi in contenziosi legali inutili, è l’assessore Marco Pilò a rispondere: «Nonostante il populismo spicciolo, Colonnelli forse non sa che nei 5 anni dell’amministrazione dell’ex sindaco Franchino Giovannelli il Comune ha speso 760mila euro per contenziosi. Noi abbiamo attivato un percorso virtuoso per risparmiare». A seguire, il lungo elenco delle cose fatte o cominciate da parte di ognuno degli assessori e dei delegati, con la sottolineatura dell’impegno verso la sistemazione delle scuole e la realizzazione del depuratore, nonostante il problema dei pochi impiegati comunali disponibili. «Le accuse di immobilismo sono ingiuste e non esiste una scollatura tra politica e funzionari: siamo operosi nonostante abbiamo la metà dei dipendenti del Comune di Tortoreto, quasi un terzo rispetto a Martinsicuro», ha chiuso la Piccioni.
Luca Tomassoni
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