Schianto in moto, malore fatale al teramano Mazzarulli

Sarebbe questa l'indicazione emersa dopo gli esami di rito. Domani l'esposizione della salma nella piccola chiesa di San Bartolomeo
TERAMO. E’ morto in sella ad una delle sue amate moto. Gianni Mazzarulli, 61enne dipendente comunale era sulla sua moto di grossa cilindrata, una Honda, sull’A14, diretto a Misano, dove lo attendevano per il campionato mondiale Superbike. Mazzarulli era infatti uno dei commissari di gara internazionali più apprezzati in Italia.
Non si sa con precisione che cosa sia successo alle 11,45 nel tratto di autostrada fra Marotta e Fano. Si sa che il motociclista ha sbandato, perdendo il controllo del mezzo. E’ morto praticamente sul colpo per i traumi riportati. Nessun altro mezzo è rimasto coinvolto nell’incidente. Per questo, considerando l’innata prudenza di Mazzarulli e la perizia nel condurre la moto, l’ipotesi più accreditata al momento è quella del malore. Anche perchè il tratto in cui Mazzarulli ha trovato la morte è un rettilineo a tre corsie e in quel momento non pioveva, quindi non c’erano rischi di particolare rilievo. Sull’incidente indaga la polizia autostradale di Fano. Il magistrato ha dato il nulla osta alla riconsegna della salma ai familiari. Il feretro è atteso a Tearmo e verrà esposto domani alle 12 nella piccola chiesa di San Bartolomeo. La ricognizione cadaverica, molto approfondita, rende quasi certa la supposizione che un malore abbia provocato l'incidente. La morte è arrivata a causa di un trauma cranico dopo l'impatto con l'asfalto. I familiari hanno raggiunto Fano per il riconoscimento.
Mazzarulli era molto conosciuto e stimato, per cui la notizia ha suscitato stupore e dolore in città e i parenti più stretti si sono stretti attorno alla famiglia, nella casa di via Gambini, fra Casalena e Colleatterrato. Una casa il cui giardinetto è stato presidiato tutto il giorno dal bassotto Lapo che aspetta accanto al cancello il ritorno del suo padrone.
In tanti ieri hanno pianto alla notizia della morte di Gianni Mazzarulli, che tutti ricordano come una persona solare, sempre disponibile a dare una mano, molto competente nel suo lavoro di responsabile degli impianti tecnologici del palazzetto dello sport di Scapriano e San Nicolò ma anche nell’impegno come commissario nelle gare di moticiclismo.
«Proprio ieri (mercoledì, ndr) ci siamo salutati: lui andava a fare il commissario e oggi (ieri, ndr) avrebbe dovuto iniziare la verifica delle moto del Mondiale Superbike», racconta Elvio Fortuna, presidente della Federazione motociclistica Italia Abruzzo, «c'eravamo dati appuntamento domani (oggi, ndr) per un caffè al paddock. Lui uno dei migliori in Italia, la federazione mandava sempre lui. Il Coni dà onorificenze al personaggi mondo dello sport: quest'anno lui era stato proposto per l’assegnazione alla medaglia di bronzo e sicuramente l'avrebbe presa». Negli anni Ottanta è stato vicepresidente della Fmi Abruzzo ed era un esaminatore delle moto d’epoca per l’iscrizione al registro storico. «Poi è stato uno dei più grossi organizzatori di attività motoristiche a Teramo», aggiunge Fortuna, «dal Gran premio Città di Teramo di kart che si faceva a piazza San Francesco che vide il debutto di un Jarno Trulli bambino fino al 1° maggio scorso quando ha organizzato un raduno di mototuristi a Teramo per far conoscere loro le virtù. Pensare a una federazione senza Mazzarulli sembra quasi impossibile: dove c'erano le moto c'era lui». Fortuna di Mazzarulli ha molti ricordi, ma preferisce serbare l’immagine del 26 gennaio «quando solo per lui feci un portachiavi della Fmi con la scritta “Gianni Mazzarulli” e glielo consegnammo all'Aquila in occasione del Gran galà del motociclismo regionale». E lo ricorda come«molto scrupoloso, lui ai piloti che lo accusavano di essere troppo pignolo rispondeva: “Lo faccio per te: se la moto ha qualcosa che non va tu rischi la vita in pista”. Proprio questa frase mi fa pensare che l’incidente non sia stato causato da una sua imprudenza: lui andava sempre nella massima sicurezza».
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