Scientifico, paura per matematica Tacito abbordabile al Classico

I maturandi hanno superato la prova più temuta, definita «lunga e stancante» dai ragazzi dell’Iti Al Coreutico si sono cimentati in tecniche della danza: «Abbiamo fatto esercizi sulle punte, salti e giri»
TERAMO. Gli studenti teramani hanno affrontato ieri mattina la temutissima seconda prova degli esami di Stato. La campanella è suonata alle 8,30 per tutti i 2275 giovani maturandi, che si sono dovuti cimentare con una traccia specifica per ogni indirizzo di studio. «Abbiamo sostenuto la seconda prova di "tecniche della danza" questa mattina. Noi siamo stati i pionieri», racconta Francesco Mastromauro della classe 5 A del Coreutico, scuola che quest'anno dopo la riforma Gelmini ha fatto il suo debutto assoluto alla maturità. «All'inizio è stato tutto un po' incerto, quasi una sorpresa. Non sapevamo bene come si sarebbe svolta la prova», dichiara con un sorriso lo studente, attorniato dai propri compagni di classe, mentre descrive l’esercitazione collettiva, «Abbiamo fatto alcuni esercizi prettamente femminili sulle punte, altri maschili per i salti. E i giri».
Su questa prima parte pratica, di gruppo, un’altra studentessa commenta: «È stata come una normale lezione di danza». Francesco non manca di aggiungere: «E non è finita qui, perché dopo la relazione scritta (che si è svolta nella stessa mattinata, ndc), in cui bisogna analizzare l’esercitazione pratica, domani abbiamo un'altra parte della prova, che consiste in un assolo di danza classica o contemporanea».
Con il dizionario sotto braccio, Danila Monticelli, della 5 A del liceo classico, è la prima a mettere piede fuori dall’edificio scolastico, una volta terminata la versione di latino. «È uscito Tacito, un autore abbastanza famoso. Il testo era “Gli ultimi giorni di Tiberio”. L’avevamo fatto anche a scuola con la professoressa, quindi siamo stati un po’ avvantaggiati per fortuna», racconta la maturanda, «L’ansia c’era prima della versione. Abbiamo creato un gruppo whatsapp che abbiamo chiamato “Panico paura”. L’esame invece è stato abbastanza tranquillo. Anche i professori ci hanno chiesto se eravamo in dubbio su alcuni nomi o verbi». Anche Thelema Filippini del 5 F, che dopo il diploma vorrebbe fare il test per il corso di laurea in “Professioni sanitarie” a L’Aquila, conferma: «Non è andata male. La versione era un po’ lunga, 20 righe. Mai fatta in classe di tale lunghezza. Era più la paura di scoprire che sarebbe stato Tacito l’autore. Ce l’aspettavamo del resto, ma non era difficile». Quanto all’ansia pre-esame, sia lei che i suoi compagni di classe – Danilo Novakovic, Marzia Castorani e Matteo Di Battista – hanno dormito sonni tranquilli la sera precedente.Anche Alessia D’Andrea del 5 B del liceo linguistico del “Milli”, tra le prime ad uscire dall’aula, ha affrontato con serenità la seconda prova di lingua straniera, prediligendo l’ambito letterario con un brano tratto da “L’Uomo che sussurrava ai cavalli”. «Ero tranquillissima, anche il testo era semplice. Tra le due opzioni proposte, ho scelto la prima, più difficile, per dimostrare le mie capacità», racconta la studentessa, che per il colloquio orale presenterà un monologo composto da lei e recitato a memoria. Descrive il testo come «una sorta di inno alla bellezza della vita, che riassume gli insegnamenti extrascolastici degli ultimi anni».
Al liceo scientifico “Einstein” soltanto alle 14,30, quasi al termine delle 6 ore concesse per la seconda prova di matematica, alcuni studenti varcano i cancelli dell’istituto. «Siamo rimasti fino all’ultimo per disperazione. Non era per nulla semplice, neanche il testo. Le simulazioni fatte in classe erano diverse», raccontano assieme Sara Ciaci, Martina Chiara Recchilungo e Riccardo Scipione del 5 B, «I quesiti erano più fattibili rispetto ai due problemi tra cui scegliere. È andata, comunque». Anche all’istituto Alessandrini, gli studenti hanno sfruttato appieno il tempo a disposizione per l’esecuzione della prova. «Non era difficilissimo, ma bisognava rifletterci. Soprattutto è stata una prova lunga e stancante», raccontano Shila Pellegrini e Alessandro Micheloni della 5 ad indirizzo chimica, entrambi già proiettati verso il mondo del lavoro una volta conclusa la maturità, «Bisognava sviluppare la parte sull’impianto, obbligatoria. Poi c’erano quattro esercizi, due teorici e due pratici. Questa mattina eravamo davvero agitati. Ora rimane la terza prova lunedì».
Chiara Di Giovannantonio
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