Sciopero alla Rolli «No ai servizi affidati a imprese esterne»

26 Ottobre 2014

Proclamata un’intera settimana di proteste da domani perché l’azienda vuol togliere al personale alcuni settori

ROSETO. I lavoratori della Rolli di Roseto dissotterrano l’ascia di guerra e tornano a far sentire la propria voce, sempre più furente. Infatti, dopo un’infuocata assemblea alla presenza dei sindacati, si è deciso di riprendere lo sciopero a partire da domani fino al 3 novembre. Un’intera settimana di protesta, dunque, per cercare di far valere le proprie ragioni nei confronti dei datori di lavoro, i quali, al contrario, sembrano sempre più decisi a portare avanti il progetto di riconversione industriale, trasformando, cioè, l’azienda da industriale ad agricola. Ma questa volta a far saltare i nervi ai lavoratori è stato l’annuncio della ditta di voler “esternalizzare” alcuni settori, cioè delegare ad altre ditte alcune mansioni fino a oggi svolte da personale interno, sia fisso che stagionale. Una proposta giudicata assolutamente inaccettabile dai rappresentanti dei lavoratori, i quali hanno quindi convocato l’assemblea cui hanno preso parte tutte le maestranze, al termine della quale è scaturita la ferma volontà di incrociare le braccia in segno di protesta.

A far scattare la rabbia dei lavoratori una lettera dell’azienda, giudicata “provocatoria” dai sindacati, in cui si illustrava il progetto della esternalizzazione da cui sarebbero scaturiti nuovi posti di lavoro. «Non è vero che l’operazione porterebbe più occupazione», tuona Franco Pescara, della Fai Cisl, «infatti, conti alla mano, abbiamo dimostrato che ci sarebbe una perdita secca di posti di lavoro, soprattutto tra gli stagionali. Inoltre, il salario sarebbe più basso, con contratti senza dignità per i lavoratori». Con queste premesse si prepara una settimana di lotta che vede da una parte i lavoratori sempre più disperati e dall’altra i vertici di un’azienda che sembrano sordi alle richieste dei propri dipendenti. «Noi siamo pronti in ogni momento a riprendere le trattative», annuncia il sindacalista della Cisl, «purché ci si sieda ancora tutti insieme al tavolo tecnico regionale e, soprattutto, che il nostro interlocutore sia l’azienda Rolli, non altri».

Intanto sui lavoratori, sia fissi che stagionali, pende sempre la spada di Damocle del nuovo contratto del settore agricolo che l’azienda intende applicare ai propri dipendenti, i quali attualmente vengono assunti con contratto di industria alimentare. Una vera e propria mazzata per i lavoratori del gruppo, circa 800 tra fissi e stagionali, per i quali il passaggio da un contratto “industriale” a uno “agricolo” significherebbe rinunciare a una significativa percentuale di salario mensile e a numerose tutele, non solo normative ma anche contributive.

Federico Centola

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