Sciopero alla rovescia Martedì gli operai rientrano alla Selta
TORTORETO. Ricorrono allo strumento principe delle “lotte del Vomano” Fiom Cgil e Fim Cisl, per tentare di sbloccare la vertenza Selta a Tortoreto. Così come fecero negli Anni Cinquanta i lavoratori...
TORTORETO. Ricorrono allo strumento principe delle “lotte del Vomano” Fiom Cgil e Fim Cisl, per tentare di sbloccare la vertenza Selta a Tortoreto. Così come fecero negli Anni Cinquanta i lavoratori contro la società Terni, del gruppo Iri, durante la costruzione degli impianti idroelettrici del Vomano, anche a Tortoreto si applicherà lo “sciopero alla rovescia”.
Fim Cisl e Fiom Cgil di Teramo con la Rsu e gli 80 lavoratori martedì 26 marzo, saranno in azienda dalle ore 10,30 per lo “sciopero alla rovescia”. «Una forma di protesta che arriva dal passato, dalle lotte degli anni ‘50 per l’occupazione nella Valle del Vomano, ma che guarda al futuro con l’obiettivo di poterlo vivere senza arretramenti occupazionali, sociali ed economici», commentano Mirco D’Ignazio (Fiom) e Marco Boccanera (Fim), «si andrà nello stabilimento, nonostante la cassa integrazione, per sottolineare la necessità di salvare una realtà industriale importantissima per il territorio e con essa gli 80 posti di lavoro. Entrando simbolicamente in azienda, ci si metterà a disposizione per produrre come in una normale giornata lavorativa, così da evidenziare chiaramente chi rema contro il sito abruzzese e chi, invece, vuol far di tutto pur di mantenere l’occupazione. In attesa della definizione della procedura di amministrazione straordinaria, infatti, con la gestione delle cassa integrazione, l’azienda sta tentando di attuare, sotto traccia, il piano di ristrutturazione ipotizzato a gennaio: gli stabilimenti di Roma e Piacenza stanno man mano riprendendo l’attività mentre in quello teramano continua un utilizzo quasi esclusivo dell’ammortizzatore sociale».
Dopo i presidi davanti la Regione Abruzzo, la prefettura e la Provincia di Teramo, oltre al partecipato corteo del 2 marzo, «quello del 26 sarà l’ennesimo momento di mobilitazione dei lavoratori Selta, e con essi dell’intero territorio provinciale, per evitare che la provincia di Teramo continui a perdere lavoro, reddito, professionalità e diritti», si conclude la nota. (a.f.)
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