Scompiglio nella maggioranza per il debito da 300mila euro

Sono i soldi spesi dall’Ambito sociale, ma per alcuni consiglieri si tratta di cifre anomale Respinta la richiesta di un parere legale, si attende la relazione del dirigente: voto entro settembre
GIULIANOVA. Si stringe il cerchio intorno al debito fuori bilancio di quasi 300mila euro dell’Ambito sociale Tordino, che deve essere riconosciuto entro il 30 settembre e che continua a mettere in agitazione la maggioranza. Il dirigente Andrea Sisino, come richiesto da alcuni consiglieri nel consiglio comunale del 25 luglio scorso, sta redigendo il procedimento istruttorio di riconoscimento del debito fuori bilancio per sanare ogni dubbio a chi, proprio nella seduta di luglio, aveva espresso perplessità in merito e si era rifiutato di firmare chiedendo il rinvio del punto. Alcuni consiglieri di maggioranza, come Gabriele Filipponi e Valerio Rosci del Pd, ma anche Carlo Mustone di Civicamente, avevano chiesto l’interruzione del consiglio e minacciato di non votare l’approvazione del debito fuori bilancio, chiedendo il rinvio in modo da studiare meglio le carte. I consiglieri volevano e vogliono vederci chiaro riguardo l’impennata di spese del 2011, quando i costi relativi all’Ambito sociale sono lievitati fino ad arrivare a più di 204mila euro (altri 40mila riguardano invece il 2012, più altri piccoli debiti accumulati negli anni).
In particolare, nel 2011 si sono spesi 86mila euro per il servizio di ricovero di minori in istituti, 56mila in assistenza domiciliare a disabili, 13mila per assegni di cura, 22mila per assistenza educativa domiciliare a minori, 11mila per rette di ricovero anziani, 12mila per assistenza domiciliare ad anziani e quasi 3mila euro per il progetto adozioni. I 40mila del 2012 riguardano invece il servizio di ricovero minori in istituto. Il punto nodale è capire il perché, proprio nel 2011, i costi siano lievitati a dismisura, per tornare poi nella norma negli anni successivi. I 300mila euro da pagare all’Ambito sociale, comunque, sono stati inseriti nel bilancio pluriennale, approvato nei mesi scorsi, divisi in tre tranche annuali. La palla avvelenata del riconoscimento è stata rinviata a dopo l’estate, ma ora il tempo comincia a stringere. Entro la fine del mese, dunque, la relazione di Sisino dovrà essere consegnata ai consiglieri, che sulla base decideranno se votare il riconoscimento del debito.
Alcuni di loro avrebbero anche voluto il parere di un legale esterno all’amministrazione, ma la giunta non ha accolto tale richiesta, certa che il parere di Sisino, quale responsabile della spesa dell’Ambito sociale, sia più che sufficiente a stabilire la regolarità del riconoscimento del debito. La vicenda va avanti ormai da due anni e non si vede, almeno per ora, via d’uscita.
L’anno scorso è stata votata dal consiglio la proroga di altri due anni dell’esistenza dell’Ambito sociale Tordino, che dovrà per forza di cose essere accorpato con altri ambiti, come prevede il piano sociale regionale. Questo continuo rinvio per il riconoscimento del debito, però, ha tutta l’aria di un tira e molla all’interno della maggioranza, dove esistono diverse correnti di pensiero e molte tensioni. Entro settembre, comunque, bisognerà sciogliere il bandolo della matassa e risolvere una volta per tutte la questione.
Margherita Totaro
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