Scontri di Roma, per mesi cure negate a un teramano

Rifondazione solleva il caso di Mauro Gentile, condannato in appello a 5 anni Ora i permessi sono arrivati, ma le sue condizioni di salute sono peggiorate
TERAMO. E’ uno dei cinque teramani condannati in primo e in secondo grado per l’assalto al blindato di Roma, ma è anche a processo con l’accusa di tentato omicidio del carabiniere che era all’interno del mezzo dato alle fiamme: Mauro Gentile, 38 anni, teramano residente ad Ancona, sta scontando la pena (ridotta a 5 anni in appello) agli arresti domiciliari. Soffre di alcune patologie, che il suo legale definisce serie, che lo costringono a frequenti controlli in ospedale: controlli che fino a qualche mese fa, secondo il suo legale Francesco Romeo, gli sono stati impediti perchè i giudici di competenza non gli hanno accordato i permessi necessari. Permessi che sono arrivati solo di recente, ma secondo l’uomo i mancati controlli avrebbero causato un peggioramento delle sue condizioni di salute. A denunciare il caso è Rifondazione che, con una nota, annuncia la richiesta di un interessamento di Medicina democratica e di Emergency. « La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività», si legge in una nota di Rifondazione comunista, «questo modus operandi, non degno di un paese che si definisce civile, dimostra ampiamente che il processo per i compagni inquisiti non si stia svolgendo in un clima sereno e gli abusi subiti da Davide Rosci durante la sua detenzione, l’avergli negato la visita del fratello e dei nipotini ai domiciliari, l’utilizzo di leggi fasciste ed infine questo immorale rifiuto alle cure mediche ci porta ad affermare, ad alta voce, che in Italia esiste una giustizia a due velocità, che punisce chi si ribella ad un sistema pieno di disuguaglianze e che al contrario premia chi sottrae soldi pubblici o evade le tasse».
A febbraio la corte d’appello di Roma ha ridotto le pene per tutti, tranne che per Rosci che ha ottenuto i domiciliari, e ha assolto con formula piena Mirco Tomassetti. Il riconoscimento delle attenuanti generiche ha permesso a Cristian Quatraccioni, 33 anni, di Mosciano, e al romano Massimiliano Zossolo di vedersi abbassata la pena a quattro anni e otto mesi. Una riduzione leggermente minore è stata ottenuta da Gentile e Marco Moscardelli, 33, di Mosciano, che sono stati condannati a 5 anni. Tomassetti, invece, è stato assolto dalla Corte d'appello di Roma per non aver commesso il fatto e rimesso in libertà.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

