Scontri di Roma, Rosci resta ai domiciliari

5 Marzo 2015

La Corte d’appello respinge le richieste di tornare in libertà per lui, Quatraccioni e Moscardelli

TERAMO. Restano ai domiciliari. Davide Rosci, Cristian Quatraccioni e Marco Moscardelli, condannati per gli scontri di Roma, nei giorni scorsi si sono visti respingere la richiesta di scarcerazione per scadenza dei termini.

La richiesta dei legali, a cui aveva dato parere favorevole il procuratore generale, è stata respinta dalla prima sezione penale della Corte d’appello di Roma. I legali avevano presentato richiesta di scarcerazione per scadenza dei termini di custodia cautelare essendo trascorso, a loro parere, un anno dalla sentenza di condanna in Appello. Ma i giudici hanno respinto così motivando: «Considerato che i termini di custodia vanno calcolati tenendo presente che in grado di appello vi è stata sentenza di condanna conforme a quella di primo grado e che, pertanto, deve essere applicata la disciplina contemplata nell’articolo 303, c. 1. let.d, ultimo periodo Cpp, che richiama espressamente, ai fini del calcolo, i termini massimi contemplati nell’articolo 303,c.4, Cpp, dunque 4 anni dall’inizio della custodia e pertanto non sussistino ad oggi i presupposti per ordinare la liberazione degli imputati».

I tre (difesi dagli avvocati Francesco Romeo, Filippo Torretta e Nello Di Sabatino) sono in attesa della Cassazione. A febbraio dell’anno scorso la Corte d’appello di Roma ha ridotto le condanne per tutti tranne che Rosci che, in quell’occasione, ha ottenuto gli arresti domiciliari. Al leader di Azione Antifascista la condanna a sei anni è stata confermata perché non gli sono state riconosciute le attenuanti generiche.

Il riconoscimento delle attenuanti generiche ha invece permesso a Cristian Quatraccioni, 33 anni, di Mosciano, di vedersi abbassata la pena a quattro anni e otto mesi. Una riduzione leggermente minore è stata ottenuta da Marco Moscardelli, 33, di Mosciano, con cinque anni. Con loro c’è anche Mauro Gentile, 38 anni, condannato in appello a 5 anni e attualmente processo con l’accusa di tentato omicidio del carabiniere che quel giorno era nel blindato dato alle fiamme. I teramani il 15 ottobre del 2011 , in occasione della Giornata dell'indignazione, furono filmati mentre partecipavano agli scontri con le forze dell'ordine che, in piazza San Giovanni, culminarono con l'assalto a un blindato dei carabinieri. (d.p.)

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