Scontri prima del derby, 5 arresti

Ai domiciliari tre tifosi teramani e due giuliesi accusati di rissa e lesioni. Le indagini non si fermano
TERAMO. La risposta, decisa, non si è fatta attendere. E non poteva essere diversamente vista la violenza di quegli scontri rimbalzata quasi in tempo reale sui social con un video che hanno visto in migliaia. Il giorno dopo la guerriglia tra ultrà nel pre-derby d’eccellenza tra Giulianova e Teramo con un carabiniere e un poliziotto feriti nei tafferugli di via Cupa, cinque arresti in flagranza differita scandiscono quella che è solo una prima tranche della maxi indagine avviata dalla polizia. Ai domiciliari sono finiti tre ultrà del Teramo e due del Giulianova. Per tutti le accuse sono quelle di rissa aggravata, lancio o utilizzo di oggetti atti a offendere in occasioni di manifestazioni sportive e travisamento. Il tifoso teramano che ha ferito il carabiniere alla testa lanciando un sasso è accusato anche di lesioni aggravate. Tutti hanno età compresa tra i 26 e i 37 anni e sono conosciuti alle forze dell’ordine per reati commessi in ambito sportivo.
Molto probabilmente questi arresti sono solo la prima parte di quella che si annuncia la risposta massiccia della questura dopo la visione delle immagini degli scontri e quindi le successive identificazione dei tantissimi tifosi coinvolti: in via Cupa si sono ritrovati circa settanta tifosi teramani arrivati con le auto privati e una trentina di tifosi giuliesi sbucati dalle tante vie laterali. Il questore Carmine Soriente è stato chiaro: in arrivo ci sono denunce e Daspo. E nel corso della conferenza stampa convocata dallo stesso questore, il dirigente della Digos Alessandro Tolloso ha fornito la ricostruzione degli scontri confermando l’arrivo dei tifosi giuliesi da via Rossi in via Cupa nel momento in cui i supporter teramani, tutti con auto private e scortati dalle forze dell’ordine, sono arrivati per raggiungere lo stadio Fadini. «Un arrivo», ha detto Tolloso, «in notevole anticipo rispetto all’inizio della partita». Calcio d’inizio fissato alle 15, scontri poco dopo le 14. Il contatto è stato violentissimo con i teramani che hanno risposto: ci sono state bastonate, sassate, cinghiate, spinte. È andata avanti per minuti che sono sembrati lunghissimi fino a quando poliziotti e carabinieri sono riusciti a riportare apparente calma tra i due gruppi che sono stati separati con i teramani scortati all’interno dello stadio.Il poliziotto della scientifica e il maresciallo dei carabinieri feriti sono stati medicati e dimessi entrambi con una prognosi di dieci giorni. Oggi è in programma l’udienza di convalida. I tifosi teramani sono assistiti dagli avvocati Caterina Lettieri e Nello Di Sabatino.
Sulla questione dello stadio stracolmo, smentita dal questore la versione dei fatti fornita dal presidente giuliese Alessandro Mucciconi nel dopo gara in merito all’apertura dei cancelli ad altre persone (andando oltre le 2.300 consentite) per motivi di ordine pubblico. «Questa volta sono determinato a vedere tutte le negligenze da tutte le parti», ha detto Soriente, «non è mai arrivata da noi questa disposizione e chi ha fatto questo se ne assuma le responsabilità e abbia consapevolezza delle sue azioni. Dispiace e mi infastidisce non avere collaborazione, cosa che nei tavoli tecnici fatti prima del derby era stata richiesta e auspicata».
(ha collaborato
Gaetano Lombardino)
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