Scontri tra i tifosi, arrivano 28 Daspo

Provvedimenti di interdizione per 19 ultrà biancorossi e 8 giallorossi. Divieto di accesso alle aree urbane per un teramano
TERAMO. Le interdizioni dagli eventi sportivi vanno da 8 a 2 anni: sono 28 i Daspo che il questore Carmine Soriente ha emesso nei confronti di altrettanti tifosi teramani e giuliesi coinvolti nei violenti scontri scoppiati domenica 4 febbraio in via Cupa, prima del derby d’eccellenza Giulianova- Teramo. I provvedimenti riguardano 17 ultrà teramani e sette giuliesi oltre ad altri due tifosi teramani identificati dai carabinieri di Giulianova. Un altro Daspo è stato emesso nei confronti di un supporter giallorosso che, secondo l’accusa, nella partita del 17 gennaio tra Teramo e Giulianova avrebbe scavalcato una recinzione allo stadio Bonolis. Nei confronti di alcuni destinatari dei provvedimenti, a cui è stata contestata la recidiva, è arrivata anche la presentazione dell’obbligo di presentazione alla polizia in occasione delle partite disputate da Teramo e Giulianova. Sotto accusa anche un altro sostenitore biancorosso che nel pomeriggio del 12 febbraio, insieme ad altri due, sarebbe entrato in un bar armato di bastone cercando sostenitori giuliesi. Per lui è arrivato il Dacur, ovvero il divieto di accesso alle aree urbane. All’indomani degli scontri di via Cupa in cinque (tre teramani e due giuliesi) sono finiti ai domiciliari. I giudici del tribunale del Riesame hanno confermato gli arresti domiciliari per due teramani, tra cui quello accusato di aver colpito un carabiniere con una cinta, e un giuliese, sottolineando nell’ordinanza «il pericolo attuale e concreto di reiterazione di delitti della stessa indole di quelli per cui si procede. Depongono in tal senso le modalità della condotta, consistita nell’attiva partecipazione alla rissa. Proprio tale facilità a gesti violenti consente di ritenere particolarmente elevata la pericolosità sociale non circoscritta al mondo sportivo». Il Riesame ha revocato i domiciliari per un tifoso teramano e uno giuliese ( incensurati) stabilendo per il primo il divieto di dimora in Abruzzo e per l’ altro l’obbligo di firma. (d.p.)
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