Scontro ad Alba: «Circo in zona vietata»
Città Viva denuncia come i tendoni siano stati posizionati in un’area interdetta dal regolamento
ALBA ADRIATICA. Il circo torna ad Alba Adriatica ma piazza i tendoni in un’area dove non è consentito, per motivi di sicurezza, dal regolamento comunale approvato solo pochi mesi fa. A segnalarlo è il gruppo di opposizione Città Viva, che chiede spiegazioni all’amministrazione.
L’area che ospita il circo, in realtà, è la stessa degli ultimi anni, sul lato est della statale Adriatica, davanti all’incrocio con via Ascolana. Peccato, però, che in primavera il consiglio comunale abbia modificato il regolamento, e in particolare la cartina planimetrica al suo interno, estendendo l’area interdetta all’installazione dei circhi in tutta la zona a valle della statale 16. Durante la riunione del consiglio comunale per l’approvazione delle modifiche l’assessore Nicolino Colonnelli aveva spiegato così la decisione, come si legge nel verbale della seduta reso pubblico da Città Viva: «Ci siamo resi conto che negli ultimi anni il circo si sistemava in una zona molto pericolosa con macchine parcheggiate in zone non illuminate della statale e quindi abbiamo ritenuto di calibrare questo regolamento aggiornando la cartografia, che prevede che i circhi non possano posizionarsi in tutta la zona che va dal lungomare fino alla Statale, considerata centro urbano». Da qui l’attacco di Città Viva, tramite il suo capogruppo Giuliano De Berardinis: «Questa vicenda mostra due aspetti gravissimi. Il primo è che, stando alle parole di marzo dell’assessore, il circo si trova in una posizione pericolosa per la sicurezza. La seconda è che non è stato rispettato un regolamento comunale: ci chiediamo come questo sia stato possibile e come faccia l’amministrazione a pretendere il rispetto delle regole dai cittadini, visto anche il caso di giugno degli ombrelloni abusivi sulla spiaggia libera poi sanati». Il capogruppo di opposizione conclude dichiarando come il caso del circo sia l’ennesima dimostrazione dell’«improvvisazione e il pressapochismo di questa amministrazione, a cui già in quella riunione del consiglio comunale facemmo notare che il Comune avrebbe dovuto individuare un luogo alternativo specifico per i circhi, vista la decisione di interdire la sede attuale. Sullo stesso testo normativo, inoltre, facemmo emergere un’altra contraddizione, mai risolta, riguardante la sede degli spettacoli degli artisti di strada». (l.t.)
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