Scontro fra i candidati sul rischio idrogeologico

Pineto, è stato questo il tema del primo incontro fra i quattro aspiranti sindaco nell’assemblea pubblica organizzata dal comitato di quartiere di Villa Ardente
PINETO. Rischio idrogeologico ed erosione della costa. Sono i temi caldi che attanagliano in particolar modo il quartiere di Villa Ardente a Pineto e che sono stati affrontati mercoledì scorso in un incontro dei quattro candidati sindaco – il primo di questa campagna elettorale – che si è svolto all’hotel Costa Verde, organizzato dal comitato di quartiere. Davanti ad una folta platea, composta soprattutto da residenti del quartiere, ha preso la parola per primo il sindaco uscente Robert Verrocchio della lista “Scegliamo Pineto” che ha elencato una serie di investimenti (per un totale di 4 milioni 600mila euro) fatti nei vari quartieri come quelli sul formale Ponno a ridosso di villa Fumosa e interventi come il rialzamento dei muri sul torrente Calvano. Inoltre ha citato i lavori a valle del torrente come quelli sul ponte Zappacosta a Borgo Santa Maria e ha evidenziato come sia necessaria una vasca di espansione capace di mitigare la forza del corso d’acqua ed evitare le alluvioni. Il candidato della Lega Luca Di Pietrantonio, della lista “Prima Pineto”, in questi anni consigliere d’opposizione, ha evidenziato come degli interventi del Comune non abbiano a suo dire avuto gli effetti sperati: «Gli innalzamenti degli argini del Calvano secondo tecnici accreditati potrebbero costituire un pericolo per coloro che abitano verso la foce. Il Comune ha peccato di manutenzione ordinaria, c’è un canale scolmatore occluso da anni. Con i fondi che l’amministrazione ha acquisito con il contenzioso Eni di 8 milioni di euro, si sarebbe potuto fare molto di più». Il candidato del Movimento 5 Stelle Filippo Da Fiume ha sostenuto che il rischio idrogeologico non è circoscritto solo al quartiere di Villa Ardente ma interessa tutto il territorio da Scerne alla Foggetta: «Anni fa si parlava di piano straordinario per le opere idrogeologiche ad oggi il problema non è stato ancora affrontato. Abbiamo interrotto anche delle stagioni balneari per questi problemi. La questione va affrontata anche con fondi europei e occorre coinvolgere anche il governo centrale. Il Comune da solo non può risolvere un problema cosi complicato. La manutenzione del ponte Zappacosta non è ancora terminata. Le alzate sul Calvano? Ancora più rischiose. Tutto ciò si ripercuote sul turismo». La parola in ultimo è andata al candidato sindaco della lista “Sicuramente Pineto” Paolo Passamonti, il quale ha evidenziato che «tutta Pineto è a rischio idrogeologico. Decenni fa lungo la pineta ad ogni 300 metri c’era un canale che portava acqua al mare, ora questi sono stati quasi tutti tombati. Il ponte sul Calvano una volta aveva due arcate e ora ve ne è una sola. Nell’alluvione del 73 dei tecnici avevano previsto vasche di espansione i danni ora sono causati dal restringimento del canale del Calvano che va decementificato, ciò abbasserebbe il flusso delle acque. C’è un progetto da 20 milioni di euro che riguarda tutti i torrenti della costa regionale, occorre ripartire da lì». Sul tema erosione tutti i candidati hanno l’opinione che i ripascimenti siano misure insufficienti per cui c’è la necessità di unire le forze per una soluzione definitiva con barriere rigide, in sinergia con l’Area marina protetta e la Regione.
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