Scontro Pd-5 Stelle su futuro della sanità e ospedale di Atri

1 Aprile 2017

Respinta in Regione la risoluzione presentata da Mercante La prima versione citava solo Teramo e Giulianova

ATRI. Uno scambio di accuse al vetriolo che vede sostanzialmente contrapposti il Pd e il Movimento 5 stelle. L’oggetto del contendere è l’ospedale di Atri. Nell’arco di 48 ore si sono succeduti comunicati di fuoco sul futuro della sanità teramana e in particolare sul San Liberatore. A dare fuoco alle polveri è stato il capogruppo in Regione dei grillini Riccardo Mercante, che ha comunicato la bocciatura della risoluzione del Movimento 5 Stelle sulla riorganizzazione della rete ospedaliera teramana: prevedeva un ospedale di secondo livello (più attrezzato) “in società” con L’Aquila, uno di primo livello a Giulianova e «un percorso serio di riqualificazione del nosocomio di Atri». Risoluzione appoggiata da Chiodi, D’Ignazio e Gatti, ma bocciata dal Pd – rileva Mercante – che vuole «il depauperamento e lo stallo della sanità teramana».

Pronta la replica dei consiglieri Pd Luciano Monticelli, Sandro Mariani e dell’assessore Dino Pepe: scrivono che sostanzialmente Mercante aveva in una prima risoluzione in V commissione regionale proposto la sussistenza solo degli ospedali di Teramo e Giulianova «tagliando fuori così non solo il presidio di Atri, ma anche quello di Sant'Omero». Proposta, dicono i tre del Pd, accolta «con comprensibile costernazione dai consiglieri presenti, e soprattutto da quelli della provincia di Teramo, tanto che il consigliere Mercante, vista la mala parata, ha tentato di correre goffamente ai ripari ritirando la risoluzione e facendo preparare in tutta fretta un secondo testo, presentato nel corso della mattinata, anche sulla base di proposte di emendamento presentate dal collega Paolo Gatti, di Forza Italia». Nuova risoluzione in cui è stato inserito l’accenno ad Atri, fanno sapere Mariani, Monticelli e Pepe secondo cui «l'incoerenza e l'approssimazione dimostrata in questa occasione dal rappresentante del Movimento Cinque Stelle ha dell'inverosimile».A questa e ad altre accuse ha controreplicato Mercante che parla di «dichiarazioni patetiche».

A criticare l’iniziativa del Movimento 5 stelle ieri è stato anche il gruppo consiliare del Pd di Atri che parla di un tentativo di cancellare l’ospedale di Atri dal piano sanitario regionale. «Un'azione politica scellerata» viene definita la risoluzione dei grillini: «i grandi rivoluzionari, i nuovi cavalieri della tavola sfondata, sono venuti alla luce del giorno ed hanno finalmente mostrato il loro volto. Guarda caso un giuliese, Mercante, firmatario e tre teramani Chiodi, Gatti e D'Ignazio del centro-destra che hanno votato la risoluzione che vuole, unici ospedali, Teramo e Giulianova».

In appoggio alle posizioni di Mercante è invece il comitato “Il San Liberatore non si tocca” che parla dei tre «consiglieri teramani di maggioranza in Regione che hanno assistito passivamente sinora al depotenziamento del San Liberatore». E che avallerebbero la scelta «di avere due ospedali di primo livello a Teramo e Giulianova, distanti tra loro la bellezza di 15 chilometri».

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