Scontro sulla gestione rifiuti, Tini esce dalla maggioranza

CASTELLALTO. «Ho sposato un progetto che oggi si sta piano piano rivelando fallimentare e quindi non posso continuare a farne parte, ancor più dopo essere stata messa fuori dalla porta». In una...
CASTELLALTO. «Ho sposato un progetto che oggi si sta piano piano rivelando fallimentare e quindi non posso continuare a farne parte, ancor più dopo essere stata messa fuori dalla porta». In una conferenza stampa alla quale hanno preso parte anche il capogruppo regionale di Abruzzo in Comune Sandro Mariani e l'assessore al sociale del Comune di Teramo Ilaria De Sanctis la consigliera comunale ed ex assessore all'ambiente del Comune di Castellalto Valentina Tini ha spiegato le motivazioni che l'hanno indotta ad uscire dalla maggioranza del sindaco Vincenzo Di Marco, accusato di aver mostrato fin dal suo insediamento la propensione ad essere «l’uomo solo al comando». «Ho usato la frase “indebite pressioni”», spiega la consigliera, «per lanciare un forte grido di allarme politico e far comprendere a tutti il mio stato di sofferenza all’interno di questa compagine. I nostri rapporti hanno iniziato ad incrinarsi a poco più di un anno dalle elezioni poiché, avendo la delega all’ambiente, ero impegnata affinché il servizio della raccolta differenziata venisse garantito per tutte le utenze, visto che in quel tempo la raccolta dei rifiuti non era puntuale e corretta, nonostante l’amministrazione pagasse regolarmente il canone concordato». Tini sostiene di avere pagato con il ritiro delle deleghe il fatto di non essersi allineata ad alcune decisioni del sindaco. «La revoca mi fu fatta perché, a dire del sindaco, avevo disatteso le decisioni del gruppo di maggioranza», continua Tini, «e questo perché a seguito di una riunione avvenuta a febbraio 2018 mi ero rifiutata categoricamente di firmare un verbale già redatto in cui veniva espressamente scritto che a Castelnuovo Vomano si sarebbe dovuto realizzare un centro di raccolta dei rifiuti gestito direttamente dal Comune. Una scelta a mio parere illogica ed assolutamente non conveniente per l’amministrazione visto il canone di affitto che si sarebbe dovuto pagare al Mote». Tini aggiunge poi come nonostante il ritiro delle deleghe sia rimasta in maggioranza fino ad oggi per rispetto verso i cittadini. Ma, spiega, «il perdurare dell’atteggiamento del sindaco nei miei confronti, ha determinato la mia esclusione di fatto da questa maggioranza, inducendo il resto del gruppo, nonostante gli ottimi rapporti personali, ad avallare le sue posizioni ostracizzanti». (a.mar.)
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