Scontro sulla rottamazione delle cartelle

30 Novembre 2017

Fratelli d’Italia: «Perché viene negata ai giuliesi?». Replica Mdp: «Evitiamo disparità fra i cittadini»

GIULIANOVA. Dopo il botta e risposta tra Pd e Articolo 1 Mdp sulla rottamazione delle cartelle, interviene Fratelli d’Italia- An che stigmatizza il comportamento dilatorio della maggioranza. «La rottamazione delle cartelle», afferma FdI in una nota, «ha consentito a centinaia di migliaia di cittadini e imprenditori italiani di rimettersi in pari con il fisco ed i ruoli comunali. Perché allora deve essere ideologicamente negata ai giuliesi, quale la ratio?» Secondo Fratelli d’Italia-An l'allungamento dei termini di pagamento è un atto dovuto che avrebbe già dovuto essere fatto da tempo, a prescindere da ogni rottamazione ed intervento statale. «L’allungamento dei termini deve andare da un minimo di 60 fino ad un massimo di 72 mesi come è stato fatto in altri comuni, e come proposto già da ex assessori», prosegue il comunicato, «e la cosa non preclude la rottamazione prevista dallo Stato. Perché negare a chi ne ha possibilità di rientrare in un anno e mezzo senza sanzioni? Alcuni cittadini potrebbero farlo e altri potrebbero decidere di farsi prestare le somme oppure di rivolgersi al sistema bancario pagando interessi infinitesimali rispetto alle somme maggiorate delle cartelle. Negare alla città questo strumento per la soluzione dei contenziosi è solo un atto di arroganza politica ed amministrativa». Non si fa attendere la risposta di Articolo 1-Mdp che subito fa una stoccata all’ex assessore Gianluca Grimi, ora passato in FdI: «Non entriamo nel merito delle dichiarazioni di assessori che prima amministrano in giunte di centrosinistra e poi aderiscono a schieramenti politici che perseguono ideali completamente opposti. Dalla fantasiosa nota di una parte della destra giuliese si comprende la differenza tra sinistra e destra e cioè tra chi difende l’equità tra contribuenti e chi utilizza lo strumento della paura e del sospetto strumentalizzando, per soli fini elettoralistici, il venir meno di chissà quale diritto». Secondo Articolo 1 c’è una sperequazione tra chi, pur in seria difficoltà sta onorando gli impegni con puntuali pagamenti e chi, al contrario, solo ora si accingerebbe con innegabili vantaggi a regolarizzare la propria posizione tributaria. «Noi abbiamo proposto una rapida applicazione della modifica dell'articolo 33 del regolamento generale delle entrate», dice Mdp, «per dilazionare i pagamenti, per un massimo di 24 rate, in seguito all'attività di accertamento, così da evitare l’atto di ingiunzione».
Mirella Lelli
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