Scontro tra la Lega e D’Orazio
Il cordinatore locale Palozzo: «Mai chiesto di candidarsi con noi»
PINETO. «Non è affatto vero che la Lega abbia dapprima cercato e poi rifiutato la sua candidatura per essere lui “troppo forte elettoralmente e non gestibile una volta eletto”». È uno dei passaggi dell’attacco del coordinatore comunale di Pineto della Lega Pietro Palozzo a Benigno D’Orazio, al quale l’esponente del Carroccio replica dopo che lo stesso D’Orazio ha contestato la candidatura di Marco Marsilio a presidente della Regione per lo schieramento di centrodestra, in quanto non abruzzese.
«Il Nostro», continua Palozzo riferendosi sempre a D’Orazio, «cui non mancano in passato passaggi improvvisi di casacca, in verità ha questuato in vari modi una candidatura regionale nelle fila della Lega, confidando nel successo che il Movimento gli avrebbe assicurato. Ma non aveva fatto i conti allora, come oggi, che le regole del Movimento erano molto diverse da come le immaginava». Sarebbe stata quindi la chiusura della Lega verso l’ipotesi di una sua candidatura alle regionali il vero motivo – secondo Palozzo – dell’attacco di D’Orazio a Marsilio e non il fatto che il candidato governatore del centrodestra non è abruzzese. «La stessa Federazione di Fratelli d’Italia (il partito di riferimento di D’Orazio ndr)», continua il coordinatore deal lega di Pineto, «nel descriverlo come oramai solo e dopo aver inizialmente ed in buona fede accettato la sua disponibilità ad una candidatura, si è resa conto di quanto la Lega aveva già da tempo intuito. Non è un caso se la sua improvvida uscita sui social, in occasione della costituzione del nuovo circolo di Fratelli d’Italia a Pineto, artatamente organizzata senza che né Marsilio né il coordinamento provinciale di Teramo, fossero messi a conoscenza delle avversioni che si erano già mosse nei confronti della candidatura a sindaco di Paolo Passamonti, da lui in quella occasione propinata, ne abbia definitivamente segnato le sorti all’interno della colazione in cui tentava angosciosamente il rientro».

