Scoperta la banda dei videopoker
Indagini a Teramo, Ascoli Piceno e Rieti: denunciati italiani e macedoni
TERAMO. Individuata e denunciata una banda italo-macedone specializzata in furti con scasso dei videopoker. Ad occuparsi del caso sono stati i carabinieri delle compagnie di Ascoli Piceno, Alba Adriatica (in questo caso la stazione di Campli) e Rieti, mentre le procure interessate che hanno aperto un fascicolo sono quelle ascolana, teramana e reatina. Le indagini hanno preso avvio da una serie di colpi messi a segno fra la fine del 2014 e gli inizi del 2015 in diversi comuni delle tre regioni. Nel Teramano, in particolare, sono stati presi di mira bar e sale giochi a Campli, Sant’Omero, Floriano, Sant’Onofrio, Teramo, Torricella Sicura e Montorio al Vomano. La banda entrava in azione di notte. In alcuni casi, una volta all’interno degli esercizi presi di mira, arraffava il denaro dopo aver danneggiato i videopoker e le cambiasoldi. In altri casi, addirittura, caricava di peso le cambiasoldi e le stesse macchinette da gioco per poi aprirle come fossero scatolette di tonno per arraffare il denaro al loro interno abbandonando il rottame (in qualche caso ritrovato dopo la denuncia di furto) a poca distanza. Sul versante teramano le indagini hanno investito i militari della stazione camplese che in collaborazione con ai colleghi delle stazioni marchigiane e reatine hanno seguito le ricerche sia partendo da alcune immagini dei sistemi di videosorveglianza che attraverso attività di appostamento. L’indagine parallela a quella dell’Arma era stata avviata e portata a conclusione a gennaio scorso quando la squadra mobile di Ascoli Piceno, diretta dal dirigente Roberto Di Benedetto, arrestò tre uomini per concorso in furto aggravato tra cui un 35enne residente lungo la costa teramana. Durante l'inseguimento, dal finestrino della vettura, i fuggitivi gettarono il cassetto in plastica del registratore di cassa asportato poco prima dalla sala slot. Bloccata sull'Ascoli-Mare, a bordo dell’auto venne trovato e sequestrato il denaro oltre a tre cacciaviti di grosse dimensioni usati per l'effrazione. L’arresto dei tre uomini venne convalidato dal gip di Ascoli che li pose ai domiciliari. (a.d.p.)
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