Scoperti 40 evasori totali e milioni di Iva non versati

Nel 2021 e nei primi cinque mesi di quest’anno 95 denunciati per reati fiscali Nel settore degli appalti 14 segnalazioni per irregolarità nelle procedure
TERAMO. Evasori totali, frodi fiscali e sequestri milionari. C’è di tutto nel bilancio del comando provinciale della guardia di finanza a testimoniare, qualora fosse ancora necessario ricordarlo, di come la lotta all’evasione fiscale caratterizzi sempre più l’impegno delle Fiamme Gialle in un Paese che su questo fronte continua ad arrancare tra riforme sempre difficili da fare e una road map sicuramente tracciata ma non ancora vincolante.
Nel giorno in cui, dopo l’emergenza pandemia, nella caserma Costantini si torna a celebrare in presenza il 248° anniversario della fondazione del corpo, i numeri del comando provinciale (guidato dal colonnello Gianfranco Lucignano) raccontano che in tutto il 2021 e nei primi cinque mesi di quest’anno le Fiamme Gialle hanno scovato e denunciato quaranta evasori totali, persone completamente sconosciuti al Fisco con imprese operanti nei settori dell’edilizia, dell’abbigliamento e della pelletteria. 95 sono stati denunciati per reati fiscali. I sequestri di disponibilità patrimoniali e finanziarie, eseguiti nei confronti dei presunti responsabili di reati fiscali, ammontano a 7.658.891 euro.
Nel settore delle accise, le Fiamme Gialle teramane hanno effettuato 18 interventi. Nel comparto del gioco e delle scommesse, sono stati eseguiti 38 controlli. In campo tributario sono stati 206 gli interventi svolti che hanno permesso di constatare una base imponibile netta sottratta alla tassazione pari a 27.928.305 euro e maggiore imposta Iva evasa per un totale di 14.347.381 euro.
Diverse le attività investigative nell’ambito dei delitti contro la pubblica amministrazione. A questo riguardo sono state segnalate all’autorità giudiziaria 15 persone, di cui 11 pubblici ufficiali. Nel settore degli appalti, sono stati denunciati in 14 per un valore di appalti irregolari di 2.498.172 euro. Quattro sono stati i segnalati alla Corte dei Conti con l’accusa di un danno erariale quantificabile in 282.865 euro. Inoltre il comando provinciale di Teramo ha svolto indagini patrimoniali nei confronti di 41 soggetti nei cui confronti sono state avanzate all’autorità giudiziaria proposte di sequestro per l’importo complessivo di 3.139.309 euro, riferite al valore dei beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie, degli indagati.
In questo contesto sono ricompresi anche tre accertamenti eseguiti nei confronti di indagati definiti dalla cosiddetta pericolosità economico-finanziaria, ovvero coloro che per condotta e tenore di vita, si ritenga vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi derivanti da presunta attività delittuosa di natura tributaria, societaria, fallimentare. Gli accertamenti che sono stati fatti su richiesta della prefettura sono stati 2.037, nella quasi totalità riguardanti le verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

