Scoperti a Isola pregevoli affreschi ispirati a Raffaello

23 Settembre 2023

L’opera fu dipinta nella Cona di Colliberti alla metà del ’500: venne ricoperta con l’intonaco dopo il terremoto del 1703

ISOLA DEL GRAN SASSO. Pregevoli affreschi del ‘500 che ricordano “La scuola di Atene”, capolavoro di Raffaello. È la scoperta avvenuta nella piccola frazione isolana di Colliberti durante i lavori di ricostruzione e restauro post-sisma della piccola chiesa di Santa Maria della Pietà, nota anche come Cona della Madonna della Presentazione. A portarla alla luce i progettisti aquilani Luca e Sestilio Frezzini, il secondo anche docente di Teoria del restauro e della conservazione dei beni culturali nella Scuola di alta formazione in beni culturali connessa con la Pontificia Università lateranense di Roma, che sottolinea «l’eccezionale importanza artistica dell’opera di scuola romana che affianca, per bellezza e tecnica realizzativa, gli affreschi di scuola aquilana dell’artista rinascimentale marsicano Andrea De Litio presenti nelle altre Cone isolane». La presenza di superfici decorate nella Cona di Colliberti era stata ipotizzata in fase di progettazione; durante i lavori di consolidamento strutturale si è palesato tra le mani della restauratrice aquilana Romina Masciovecchio il prezioso affresco raffigurante la presentazione di Maria al tempio in un trittico di inestimabile valore.
LA CHIESETTA
La piccola Cona è chiusa da tempo a causa dell’incuria e dell’abbandono, ma soprattutto per i gravi danni del terremoto del 2016 che l'hanno resa inagibile. La chiesa di Santa Maria della Pietà viene chiamata nella cultura popolare “Cona della Madonna della Presentazione”, come risulta anche nell’elenco di fine ‘800 delle chiese e cappelle della forania di Isola. «L’attuale chiesa, costituita da un’aula rettangolare, era alle origini, nel 1400/1500, di forma pressochè quadrata, simile alla Cona di San Sebastiano», spiega Luca Frezzini, «nei secoli fu allungata per accogliere un maggior numero di fedeli. La chiesetta fu fortemente danneggiata e in parte crollata nel terremoto del 1703 con l’apertura, nella parte absidale, di due importanti lesioni che nella successiva ricostruzione sono state risarcite con l’intonacatura delle pareti e la copertura totale degli affreschi cinquecenteschi». Il terremoto del 1956 colpì nuovamente la Cona. Nel 1963 vennero eseguiti lavori di sistemazione, ma negli anni '80 è tornata in uno stato di abbandono fino al sisma 2016. «Lo strato di intonaco ha celato alla vista le superfici decorate, che si sono preservate fino all’odierno ritrovamento», sottolinea Sestilio Frezzini, «fortunatamente è stata rinvenuta perfettamente conservata la data dei pregevoli affreschi, il 1553». I lavori post-sisma per un importo di 264mila euro sono stati finanziati dal commissario straordinario per la ricostruzione sisma 2016; il committente è la diocesi di Teramo-Atri con la parrocchia dei Santi Cassiano e Giovanni.
GLI AFFRESCHI
Entrando nei particolari del ritrovamento, Sestilio Frezzini spiega ancora: «La parete di fondo è completamente decorata da un trittico caratterizzato al centro da una nicchia poco profonda dove spicca, nella parte bassa, l’affresco della Presentazione di Maria al tempio che giustifica il nome della Cona. Affresco che vagamente ricorda per la definizione degli spazi, gli elementi architettonici raffigurati, le colonne, i gradini, “La scuola di Atene” di Raffaello. Nella parte alta l’affresco dell’Annunziazione di Maria presenta fogge del tutto simili a quelle raffigurate da De Litio nella Cona di San Lorenzo nella piazza di Isola. Sulla parete destra c'è un'immagine della Madonna della Misericordia con testa coronata che nulla ha da invidiare ai migliori dipinti del Rinascimento. Nei laterali del trittico sono state riportate alla luce le raffigurazioni di rilevanti dimensioni e pregevole fattezza di San Pietro e San Paolo che ci riportano alla Loggia di Raffaello al secondo piano del palazzo Apostolico in Vaticano, il ciclo di affreschi della scuola di Raffaello databili fine 1517 e il 1519. Un ritrovamento importante che sottolinea il valore storico-culturale dell'Abruzzo», conclude Frezzini, «lo stato di conservazione assolutamente soddisfacente impone la valorizzazione del prezioso bene culturale che va riportato allo stato originario e posto al godimento dei visitatori. I lavori sono seguiti con frequenti sopralluoghi dal tecnico della Soprintendenza dei beni culturali Valerio Piavanello e dallo storico d’arte Saverio Ricci. Un particolare ringraziamento va al vescovo Lorenzo Leuzzi, al sindaco Andrea Ianni, all’impresa Patella di Montorio».
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