Scoppia la grana “aree bianche” Il Comune rischia un conto salato

Sono i terreni senza vincolo urbanistico che i proprietari non possono utilizzare in attesa del Prg Il sindaco Di Girolamo: «Se ci fanno causa potremmo essere costretti a sborsare molti milioni»
ROSETO . Con la chiusura del parcheggio di via D’Annunzio torna d’attualità il problema annoso delle aree a vincolo decaduto nel territorio di Roseto, le cosiddette aree bianche, che potrebbero comportare conseguenze pesanti per il Comune. Sono circa 190 quelle aree che dovrebbero essere espropriate dal Comune, in base al piano regolatore, per creare spazi di verde pubblico e parcheggi ma che, attualmente, sono ancora in mano ai relativi proprietari che non possono utilizzarle perché il prg deve ancora entrare in vigore (il tutto è fermo al 1990) e che in teoria, per questa situazione ancora non chiara, potrebbero fare causa al Comune.
«Questa è una problematica che il Comune di Roseto si trascina dal 2001», precisa il sindaco Sabatino Di Girolamo, «quando io entrai in consiglio comunale. C’era una soluzione per le aree a vincolo decaduto nel piano regolatore redatto dal professor Nigro, che poi però fu annullato. Urge una soluzione, altrimenti il Comune rischia di sborsare svariati milioni di euro». Infatti nel recente passato il Comune di Roseto ha perso una causa contro uno dei proprietari di queste aree ed è stato costretto a pagare circa 600mila euro di risarcimento. Se dovessero fare causa al Comune anche solol sei o sette proprietari di ampie porzioni di aree a vincolo decaduto l’ente rischierebbe seriamente il collasso. «Noi abbiamo mandato in Provincia il bando per selezionare il nuovo progettista del piano regolatore generale», spiega Di Girolamo, «prevedendo che, in via prioritaria, si debbano disciplinare, con un provvedimento ad hoc, tutte le aree a vincolo decaduto. È un’emergenza per il nostro Comune perché i privati hanno la giusta esigenza di vedere riclassificate quelle aree e di avere una risposta dal Comune. Noi dobbiamo dare questa risposta altrimenti ci esponiamo a contenziosi con pesanti ripercussioni sulle casse comunali. Devo dire che finora i privati hanno dato grande senso di responsabilità perché la maggior parte non ci ha fatto causa, ed è per questo che a maggior ragione dobbiamo trovare una soluzione a stretto giro». Una possibile soluzione per risolvere il problema delle aree a vincolo decaduto la espone il consigliere e presidente della commissione urbanistica Giuseppe Di Sante. «Il Comune non può acquisire tutte le aree», afferma, «perché ci vorrebbero risorse che attualmente non ha e quindi, con il nuovo piano regolatore, i vincoli saranno aggiornati e qualche area sarà trasformata in edificabile, oppure ci sarà un accordo con il privato di lasciare una parte pubblica dove potremo ricavare degli spazi, permettendo di costruire nella restante parte, come già è successo nel passato».
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