Scoppia la guerra sul bar dell’ospedale

31 Dicembre 2019

La Asl annuncia che da domani sarà chiuso per l’affidamento alla Pap, ma il gestore uscente non vuole consegnare le chiavi

TERAMO. Bar dell’ospedale, tutti contro tutti. Si profila un braccio di ferro fra la Asl e il gestore uscente, la Basilisco srl che si occupa del bar del Mazzini ormai dal 2014.
Tutto nasce da un comunicato della Asl che ieri mattina ha annunciato che il bar sarebbe stato chiuso a partire da domani «al fine di garantire l’avvicendamento nel servizio di gestione del bar tra l’operatore economico uscente e il nuovo aggiudicatario in concessione del servizio». Una chiusura «per tutto il tempo tecnico strettamente necessario all’assolvimento delle formalità di passaggio delle consegne e per l’allestimento dei locali da parte del nuovo gestore».
La decisione della Asl deriva da una sentenza prima del Tar e poi del Consiglio di Stato che hanno dato ragione alla seconda classificata nella gara d’appalto espletata nel 2018, la Pap di Sant’Atto. In secondo grado, infatti, è stato rigettato sia il ricorso della Asl che quello della Basilisco. Così la Asl ha ottemperato a quanto disposto dai giudici, comunicando intorno a metà dicembre che la gestione è stata aggiudicata per i prossimi quattro anni alla Pap. E la “riconsegna delle chiavi”, cioè del locale all’ingresso del Mazzini, è prevista per oggi.
Senonchè nel pomeriggio la Basilisco ha inviato una dura nota in cui comunica che oggi è impossibile cessare il servizio «in mancanza di congruo preavviso, unitamente alla necessità che per l'eventuale nuovo contratto e passaggio delle consegne, vadano rispettati e attesi i tempi previsti dalla legge. Entro il suddetto termine, la scrivente società presenterà ricorso al fine di ottenere la giusta conformità al giudicato e non avrà, all'esito, difficoltà ad adeguarsi alla decisione definitiva del giudice amministrativo. La stessa premura e correttezza ha chiesto che venga messa in atto dalla azienda sanitaria locale, essendoci tra l'altro in discussione le sorti di un'azienda e dei suoi lavoratori, oltre che la continuità del servizio, che risulterebbe inutilmente sacrificata, senza giustificazione plausibile».
Ma il direttore generale della Asl, Maurizio Di Giosia, non è disposto a cedere: «Non faremo un passo indietro, in un modo o nell’altro domani (oggi per chi legge, ndr) ci devono riconsegnare le chiavi». Insomma, la battaglia non è finita, sia al primo piano dell’ospedale che nelle aule giudiziarie. Sarà interessante vedere come va a finire, anche perchè il bar è un servizio molto importante sia per i pazienti che per il personale del Mazzini. In caso entro la prima decade di gennaio il locale venga consegnato alla Pap (sono necessari 35 giorni per controlli amministrativi relativi all’appalto) il bar resterà chiuso almeno un mese per lavori di ristrutturazione: peraltro è previsto anche un servizio di tavola calda, per cui il bancone sarà prolungato. Comunque vada, la quindicina di posti di lavoro attualmente esistenti sarà al sicuro: l’appalto prevede la clausola sociale per cui non ci dovrebbero essere licenziamenti.
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