Screening anti-cancro L’Asl chiede aiuto ai sindaci

10 Luglio 2015

Fagnano e Mattucci chiedono ai Comuni gli elenchi anagrafici aggiornati «Quelli della Regione sono vecchi: indirizzi sbagliati e convochiamo i morti»

TERAMO. La Asl di Teramo veste la poco onorevole maglia nera in Abruzzo per gli screening di prevenzione dei tumori al collo dell’utero, alla mammella e la colon retto.

E per invertire la tendenza i vertici della Asl hanno convocato tutti i sindaci della provincia, chiedendo il loro aiuto. Alla riunione, che si è svolta ieri in ospedale, a dire il vero non hanno partecipato tutti, anzi c’erano assenze eccellenti.

Ma il messaggio lanciato dal direttore generale Roberto Fagnano e dalla direttrice sanitaria Maria Mattucci è chiaro: i Comuni devono collaborare per aggiornare gli elenchi anagrafici, ormai troppo datati, forniti dalla Regione.

«La Asl di Teramo sugli screening è in ritardo, è inutile parlare delle ragioni», ha esordito Fagnano, «ma dobbiamo creare le condizioni per migliorare. I Comuni ci possono aiutare fornendo le anagrafiche aggiornate. Così evitiamo di convocare i morti, episodi spiacevoli che si ripetono e che mettono in cattiva luce lo screening e tutta la Asl». La direttrice sanitaria Mattucci ha spiegato che i tre screening coinvolgono la popolazione dai 50 ai 69 enni (colon e mammella) e dai 25 ai 64 anni (utero). «Agire sulla prevenzione significa fare una diagnosi precoce che dà agli utenti una possibilità di vita sicuramente migliore e comporta anche un notevole risparmio per quanto riguarda le spese per le terapie. Non solo, per l’utente accedere allo screening significa fare un esame gratuitamente e di questi tempi non è trascurabile». Attualmente lo screening alla mammella – coordinato dal radiologo Fabrizio Capone – coinvolge il 36,6% della popolazione-bersaglio (nell’ottobre scorso era il 22%). Quello alla cervice uterina – per cui ormai da cinque anni si fa prevalentemente l’Hpv test – il 24,7% (il 29,4 nel 2014): anche in questo caso, fa notare il responsabile Carmine Fortunato, il dato è in ascesa, visto che quello del 2105 si riferisce ovviamente solo al primo semestre. Tutto da migliorare invece il dato dello screening al colon retto che se nel 2014 è riuscito a coinvolgere il 7% della popolazione bersaglio, nel primo semestre 2015 ha coinvolto l’8%.Questo screening ha peraltro cambiato da poco il responsabile: Franco Di Gaetano ha sostituito Antonio Astolfi. Un miglioramento avverrà quando la Asl potrà avere i nuovi elenchi dei pazienti da contattare: si stima infatti che più del 20% delle comunicazioni non arrivi a destinazione perchè gli indirizzi sono sbagliati. La Asl peraltro sta approntando un numero verde a cui tutti i pazienti possono rivolgersi.

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