Scritte “No Triv” e “No Tav” deturpano la riserva Borsacchio

Le hanno fatte ignoti con lo spray sugli scogli in riva al mare, sui cartelli e sui muri di casa Mataloni Borgatti: «È l’ennesimo atto di inciviltà in un’area protetta dove non c’è alcun controllo»
ROSETO. Scritte “No Tav” e “No Triv” fatte con lo spray sugli scogli della spiaggia nella riserva del Borsacchio e sui cartelli di balneazione non sicura. È la situazione segnalata da alcuni bagnanti, che sabato mattina si sono recati nella spiaggia del Borsacchio, nel tratto che va da Cologna Spiaggia fino alla casa Mataloni, il vecchio edificio in decadenza a ridosso del mare. Alcune scritte sono state fatte anche sui muri della casa. L’ennesimo atto di inciviltà in un tratto dove spesso Marco Borgatti, presidente dell’associazione Guide del Borsacchio, ha segnalato nei mesi scorsi altre forme di vandalismo. In questo caso, però, sono proprio coloro che si professano amanti della natura e rispettosi dell’ambiente, ovvero i No Triv e i No Tav, ad aver deturpato la natura nella riserva del Borsacchio.
«Le battaglie No Tav e No Triv sono di natura ambientale, ed io personalmente le sposo entrambe», precisa Borgatti, «ho partecipato anche a delle manifestazioni, ma fare queste scritte all’interno di una riserva, come quella del Borsacchio, è comunque un atto vandalico come scrivere qualsiasi altra cosa. Tra l’altro per loro potrebbe rappresentare un boomerang, perché così si fanno nemiche le persone che amano la natura e che appoggiano certe cause». Quel tratto di spiaggia, negli ultimi tre anni, ha visto aumentare la fruizione da parte di giovani, ma anche di famiglie, visto che ora è facilmente raggiungibile, in bicicletta o a piedi, dalla pista ciclopedonale all’interno della riserva del Borsacchio, sia da Roseto sia dalla zona sud di Cologna Spiaggia. Il problema è che queste scritte, e anche di altro tipo, sono sempre più frequenti. «Purtroppo è una zona senza controlli», spiega Borgatti, «e molti agiscono indisturbati. Alcune settimane fa entrarono nella riserva con auto e furgoni addirittura, e anche il Fratino, specie protetta, è sempre più a rischio. Sono necessarie soluzioni urgenti, come il piano di assetto naturalistico, che regolerebbe tante cose, e dare in gestione la riserva ad associazioni competenti, in modo da attivarla finalmente, dopo anni di stasi». Inoltre c’è la problematica di casa Mataloni, a pochi metri dal mare, sempre più precaria, con i muri sgretolati e misure di sicurezza praticamente assenti. L’amministrazione comunale ha sollecitato per l’ennesima volta il proprietario a recintare l’area in questione, ma ad oggi la situazione è sempre la stessa.
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